Tuesday, 11 August 2009

Il riso carnaroli e l'amicizia


Durante la Pirandelliana, una cara Amica, che quando viene a vedere gli spettacoli mi riempie di mille pensieri, (negli anni scorsi arrivava con la cena per due, degna del più elegante picnic, per rifocillarci dopo aver lavorato digiuni al botteghino fino a tardi). Quest'anno mi ha portato, - pur ignara delle mie frequentazioni su CI - una pietra ollare da microonde acquistata in Germania, un tartufo nero e dulcis in fundo una bella confezione di riso carnaroli, accompagnato dal seguente messaggio scritto di suo pugno che ho gradito moltissimo perchè a volte un piccolo gesto, il tempo e la cura messa nel fare una cosa ti dicono tanto di una persona:

Questo riso è l'unico DOP in Italia

RICETTA PER CUOCERE IL RISO
1 bicchiere di riso è la dose per due persone
2 bicchieri di acqua fredda

Mettere insieme il riso e l'acqua in una pentola (meglio se antiaderente), coprire con coperchio e mettere sul fuoco. Quando l'acqua è quasi assorbita mescolare un po' e poi servire con sugo, salse o quello che si vuole. Non si attacca e non richiede alcuna attenzione.




Marcowebmaster ieri sera si è cimentato in un risotto al tartufo che data la carenza di luce non è stato fotografato prima di essere spazzolato via. Ma lo rifaremo di giorno e ve ne renderemo conto.
Il resto del riso è da parte per fare la ricetta che Ale (Menu Turistico) ha lasciato per noi nella sua rubrica Chi la fa la aspetto. Ho letto la ricetta e ho pensato ce l'ho! Ce l'ho. Il carnaroli ce l'ho!!! Dove prendere il nero di seppia è stato già oggetto di varie battute sul forum, e stabilito che Diana (Bordighera) non ne aveva più in dispensa, questa mattina mi sono messa in cerca. Facile! Il primo supermercato SMA lo aveva nel banco frigo e la cassiera è stata così gentile che è andata a prendermelo. Con questi due ingredienti essenziali già in dispensa non ci sono scuse. Bisogna partecipare al gioco di Ale.

Sunday, 9 August 2009

Torta Pirandelliana 2009


Ieri sera si è chiusa la manifestazione "Pirandelliana 2009" con la tradizionale cena di fine stagione, nel giardino della Basilica dei SS. Bonifacio e Alessio all'Aventino - Roma.

Il compito di fare la torta mi è stato espressamente affidato, dopo la torta che avevo preparato l'anno scorso per festeggiare i dieci anni della Pirandelliana. (Prometto che posterò in seguito le foto della torta del 2008).

Il tema di quest'anno: il palcoscenico. Le decorazioni sono un disegno di una parte delle scene e sono state realizzate in pasta di zucchero con la ricetta di Paola L.

Per questi miei primi tentativi con le torte decorate a tema devo ringraziare Paola L. che con molta pazienza e generosità mi ha spiegato tantissime cose. Certo, rispetto alla mia maestra ho tanta strada da fare. Le sue sono vere e proprie originali creazioni, impeccabili nell'esecuzione. Le mie prime decorazioni hanno ancora tante imperfezioni. Non le voglio affatto nascondere. Già per me è tanto aver imparato a lavorare con la pasta di zucchero, essermi divertita a scoprire una cosa che non conoscevo ed aver fatto felici gli amici. Grazie Paola!

Con la base già pronta, alta abbastanza da poter fare tre strati di farcitura, avevo già in testa alcune idee su cosa avrei fatto, ma ho chiesto anche consiglio agli amici del Condominio di CI che non hanno mancato di rispondermi e darmi anche altre idee.


Le opzioni iniziali:
Copertura
con ganache al cioccolato fondente o con il fondente di zucchero?
Niente panna per l'esterno del dolce perchè il caldo e manine poco attente (un pietoso eufemismo) non assicuravano la conservazione.

Farcitura:
Pensavo il primo e il terzo strato con la solita goduriosa ganache al cioccolato fondente e al centro una farcitura al pistacchio. MA non volevo usare altre uova oltre a quelle già usate per la torta quindi niente crema pasticcera al pistacchio.
Ho pensato:chantilly con granella di pistacchi ? Tutte e tre le farciture uguali ganache al cioccolato fondente con granella di pistacchi? Chantilly al pistacchio?
Poi in cucina mi è cascato l'occhio su un barattolo di marmellata di arance rosse e frutti di bosco che ancora non avevo messo in dipensa e ho incominciato a pensare che per lo strato centrale il sapore ed il colore della marmellata (il rosso avrebbe richiamato le decorazioni esterne) sarebbero stati perfetti...ma il pistacchio mi attirava tantissimo, con il cioccolato fondente io lo adoro. A togliermi dall'imbarazzo della scelta l'intolleranza ad alcuni ai frutti con guscio. Ha vinto la marmellata.

Non vi dico quanto era sbilenca dopo i vari tagli, ma con la farcitura si è ripresa :))))
Ecco qua cosa è uscito fuori:
RICETTA DELLA TORTA PIRANDELLIANA 2009

per una torta di 30 cm. di diametro
375 g. di burro,
6 uova,
4 tazze e mezza di zucchero,
3 tazze di latte,
1 bustina di vanillina,
6 tazze di farina con lievito

Per farcire
ganache al cioccolato fondente
marmellata di arance e frutti rossi di bosco

Lavorare il burro con le uova, aggiungere lo zucchero e lavorare ancora fin quando il composto diventa chiaro. Alternare latte e farina già setacciata con la vanillina. Imburrare i lati di una teglia di circa 30 cm, ricoprire la base con un disco di carta forno imburrato. Versare l’impasto e infornare a 180°. Cuocere per circa 60 minuti. Controllare con uno stecchino che il centro della torta sia cotto, spegnere il forno e lasciare socchiuso per una decina di minuti prima di togliere la torta. Dopo altri 10-15 minuti togliere il dolce dalla teglia e porre su una griglia per torte ad asciugare.
Farcire il giorno dopo altrimenti la torta sarà troppo soffice e tenderà a rompersi.



Particolare della fetta
GANACHE AL CIOCCOLATO
per ogni strato di farcitura
100 g. di panna
100 g. di cioccolato fondente al 60%
per la copertura
200 g. di panna
200 g. di cioccolato fondente

scaldare la panna senza farla bollire, togliere dal fuoco e far sciogliere il cioccolato lavorando molto delicatamente con una forchetta. La panna non deve montare ed il cioccolato deve rimanere lucido.

Una volta farcita la torta, passarla con un velo di gelarina all'arancia, poi versare la ganache e stenderla velocemente con una spatola. Lasciare ad asciugare.


LA PASTA DI ZUCCHERO FONDENTE - ricetta di Paola L.

30 ml. di acqua
7 g. di gelatina in fogli ( ho usato quella della Paneangeli, 4 fogli )
50 g. di glucosio
450 g. di zucchero a velo vanillinato
aroma vanillina, mandorla amara
1 cucchiaio di olio insapore ed incolore (girasole, riso, mandorle)

Riscaldare l'acqua ed il glucosio e sciogliere bene il tutto mescolando: non è necessario riscaldare troppo, basta intorno ai 50-60°C. Unire quindi la gelatina già ammollata in acqua fredda per 10-15 min. e asciugata leggermente in un panno.( La gelatina la metto nel liquido già caldo, e non nel liquido freddo da riscaldare, perchè in questo modo non corro il rischio di rovinarla con troppo calore.) Ottenuta la miscela aggiungere l'olio e versare a filo nel mixer in movimento, dove è già pronto lo zucchero a velo. In pochi secondi la pasta è pronta. Se è un po' morbida si può lavorare sul tavolo con poco zucchero a velo.
La pasta di zucchero appena “esce” fuori dal mixer è un mastice un po' appiccicoso. Va rovesciata con una spatola sul piano di lavoro spolverizzato con zucchero a velo e appena impastata con le mani sempre polverose di zucchero, per amalgamarla a palla. Va quindi fatta riposare alcune ore. Di solito la preparo il giorno prima, e quindi la lavoro almeno un dodici ore dopo. Appena pronta la pasta di zucchero non è modellabile. Si avvolge nella pellicola e poi in una busta di plastica e si lascia riposare per qualche ora. Si conserva in frigo per molti giorni sempre ben avvolta in pellicola.

Per la torta ho preparato solo metà dose di pasta di zucchero e ne è avanzata parecchia.
Ed ora un po' di "diario di una condomina prestata temporaneamente al botteghino della Pirandelliana:
Mi sono rimproverata di non aver tenuto un diario dove segnare qualche episodio buffo, qualche battuta o gaffe divertente.
Riporto qui quel poco che ricordo:



  • Premesso che lo spettacolo inizia alle 21.15 e che all'Aventino non c'è neanche un negozio, bar o ristorante. Spettatrice dopo aver comprato i biglietti alle ore 21.00 - "OK, allora noi andiamo a mangiarci qualcosa e torniamo"


  • Lo spettacolo si tiene nel giardino privato della Basilica. Spettatrice mentre acquista i biglietti poco prima dell'inizio indica il cortile vuoto alle sue spalle e chiede - "Lo spettacolo si tiene qui?" Noi la guardiamo perplessi. Ma secondo voi in un quarto d'ora si riesce a montare un palco del quale non c'è neanche l'ombra e sistemare 200 sedie?


  • - "Da dove si entra?" Risposta, indicando il grande portale alla mia destra:"dalla chiesa, navata di destra fino in fondo". Si girano verso una misera porticina nell'altra direzione. No, scusi quello è il campanile.!!!!!!!!!!!!!!!!! Devo ancora capire perchè il campanile va per la maggiore.


  • Spettatore torna indietro dopo aver acquistato i biglietti - "lei me lo doveva dire che non è qui che fanno il balletto!!!" E io che ne so che voleva vedere il balletto! Non ho ancora in dotazione la palla di vetro!!! E' lui che, insieme alla gentile consorte (quattro occhi is better than one) è passato per il portone principale, dove da ambo i lati due cartelloni di un metro e mezzo per uno pubblicizzano la Pirandelliana, ha fatto la fila sostando davanti al cartello "Pirandelliana - Prezzi", è arrivato al botteghino stracolmo di locandine e programmi che sprizzano titoli quali Sei personaggi in cerca d'autore, Enrico IV, Tutto per bene, Il giuoco delle parti e non si è fatto venire il dubbio che Luigi Pirandello, se fosse ancora tra noi, non farebbe piroette.


  • Ultima serata di tutta la manifestazione - famosa perchè tutti si riducono all'ultimo e vogliono vedere lo spettacolo che avrebbero comodamente potuto vedere nei due o tre giorni prima senza problema di posti. E lo vogliono vedere a qualunque costo, in piedi o forse addirittura aggrappati con le unghie al di là del muro a strapiombo sul Tevere :))). E' già quasi tutto prenotato - i non prenotati iniziano ad imbizzarrirsi quando ormai i posti scarseggiano e si rendono conto che non riusciranno ad entrare. - Secondo voi il capro espiatorio chi è? Gli attori sono già tutti off limits nei camerini, i tecnici in sala, ma sì, prendiamocela con i signori del botteghino. Perchè mai dovremmo fare un esame di coscienza e dire:" ho rischiato, ad arrivare all'ultima ora dell'ultimo giorno"? Frasi quali "E però, lo dovevate dire!!!" sono il minimo. Dire a chi, cosa, attraverso quale mezzo? - "E no, voi siete obbligati a farci entrare". Mah..., a me risulta il contrario, per ragioni di sicurezza, raggiunta la capienza massima mi è vietato fare entrare anche un ectoplasma. -"Non vedo perchè i prenotati entrano e noi no!" Ma per definizione, no? Sono "prenotati"!!!

Sunday, 26 July 2009

Ailanto - Lettera aperta a tutti gli amministratori locali


foto da: naturamediterraneo.com

Nel percorrere la Via Ardeatina - strada consolare di Roma parallela all'Appia Antica e confinante con l'omonimo parco, è un grande dispiacere vedere che al posto di lecci, sughere, farnie, querce e altri bellissimi alberi e arbusti ora si trovino solo miriadi di fusti di Ailanto (Ailanthus Altissima). Questa infestante compete con la flora autoctona fino a soppiantarla, producendo sostanze tossiche che rilascia nel terreno. Purtroppo non ho mai visto alcun intervento per contrastarla, anzi, quando vengono puliti i bordi stradali viene lasciata indisturbata sin dalla più piccola piantina.

Questa situazione ovviamente è uguale in tutta Roma e dintorni. L'Ardeatina è solo un esempio.

L'Ailanto si insinua anche nelle zone urbane degradate, addirittura nei cortili, senza che nessuno lo riconosca e si adoperi per evitarne i danni.

Leggendo in rete si scopre, e non poteva che essere così, che la situazione riguarda anche altre regioni d'Italia.

"Un vero infestante che ormai da 20 anni sta modificando il paesaggio, sta invadendo anche le aree protette, parchi come quello di San Rossore o l' isola di Montecristo. Resiste all' inquinamento e alle piogge acide, si fa spazio tra la vegetazione a scapito delle specie che incontra e non è buono nemmeno per il camino."








In molti paesi europei e negli USA la pianta è stata dichiarata "specie infestante" ufficialmente e viene combattuta.

Chiedo agli Amministratori locali di adoperarsi per difendere il patrimonio di incalcolabile valore che è la nostra flora mediterranea. Questo implica, a mio avviso, la comunicazione ai cittadini per insegnare a riconoscere la pianta e i danni che provoca e un'attività di contrasto da parte della cittadinanza e delle Amministrazioni.








Chiedo agli amici bloggers di ospitare sui loro blog il banner (copiando il l'HTML inserito qui sopra) per informare e sensibilizzare i lettori.
E perchè non mandare un messaggio o segnalazione ai Vostri Amministratori locali?




Qualche foto per aiutarvi a riconoscerlo





Come vedete la chioma si riempie di frutti e l'attecchimento di ogni seme - portato lontano dal vento - è sicuro. Le piantine vanno estirpate immediatamente. Se la pianta cresce è molto più difficoltoso eliminarla. Ma va fatto! Un primo intervento può essere quello di tagliare i rami che portano i frutti alla loro prima comparsa per evitare lo sviluppo dei semi e la loro propagazione. Deve seguire poi l'eliminazione dell'albero ed il controllo che da eventuali fittoni non spunti nuova vegetazione.



Le radici di questi alberi, come quelle delle robinie, danneggiano la muratura degli edifici.










foto da: naturamediterraneo.com




Consigli da Oltralpe:



Commissione svizzera per la conservazione delle piante selvatiche


Daisie



WORK IN PROGRESS




Gli alberi che vogliamo salvare:




Se avete delle belle foto di esemplari di alberi della flora mediterranea inviatemele. Le pubblicherò qui di seguito.


Sughera (Quercus suber)


E' un albero che adoro. Nel giardino della casetta al mare che avevamo sul litorale laziale quando ero bambina ne cresceva un esemplare centenario. E' un ricordo a cui sono legata. Aveva una bellissima forma che, fra l'altro, poichè la prima diramazione era piuttosto bassa permetteva di appollaiarcisi sopra molto facilmente.


Come è noto è sempreverde e la sua chioma, leggermente rada, è grigiobruna ed irregolare. Il tronco può raggiungere 4 metri di circonferenza ma la parte più interessante è il sughero che produce. Personalmente trovo la corteccia di questo albero veraramente bella per la sua particolarità. Se la corteccia viene asportata per ricavarne il sughero il troco rimane esposto con il suo bellissimo colore rosso.

foto di Ian Francis, Australia

Work in progress






E del sottobosco ne vogliamo parlare?

Sunday, 12 July 2009

Draniki dalla Bielorussia con amore





I "draniki" (драники) sono delle frittelle di patate tipicamente bielorusse. Oggi, insieme a Sergey, che è con noi in questi giorni, le abbiamo provate su sua proposta. Ha dovuto telefonare in Bielorussia per farsi confermare la ricetta.

DRANIKI

1 kg. di patate,
1 uovo (facoltativo),
1 cipolla,
1 cucchiaio di farina (facoltativo),
1 cucchiaino di bicarbonato di sodio,
1-2 cucchiai di panna acida,
1 spicchio d'aglio schiacciato (facoltativo),
sale,
pepe.

Le patate e la cipolla vanno grattugiate. Io ho usato il disco più sottile del Ken. Vanno poi messe a scolare in un passino grande abbastanza da contenerle per togliere tutta l'acqua. Successivamente si condisce il composto con gli altri ingredienti e si cuociono in una padella ben calda con un po' d'olio utilizzando come indice di misura un cucchiaio. Si da una forma rotonda. Si servono accompagnati da panna acida.
Per friggere ho usato un misto di olio e.v.o. e olio di arachidi (oli con un buon punto di fumo).

Alla prima prova Sergey dice che il sapore era giusto, ma il look è da perfezionare.
L'impasto si presenta così.

Tuesday, 7 July 2009

Le cialde

Finalmente abbiamo fatto le cialde!!!

Già da tempo mi ero dotata di cialdiera, mi sembra su segnalazione di Rosetta. Adesso che il forum pullula di ricette per le cialde da mangiare con il gelato ed e soprattutto avendo finalmente in casa Sergey che, al contrario dell'Orso di casa, da proprio soddisfazione non solo quando si mangia ma quando si prepara, due sere fa dopo il BBQ io e Sergey ci siamo messi a preparare le cialde. Ci siamo divertiti un mondo e bruciacchati i polpasteli cercando di dare alle cialde la forma a cono prima che diventasseto croccanti e impossibili da modellare, fra una risata e l'altra ne abbiamo "sfornate" un bel po'. Sergey si era fatto con le cialde un "servizio" con piattino, coppetta e cialda triangolare poggiata nel gelato che proprio avrebbe meritato di essere fotografato. Purtroppo era buio e non ho fatto foto. Era buio pesto! Lo so ho sbagliato! :(

Vi metto le foto dei coni avanzati con tutte le loro magagne. I più belli ce li siamo mangiati subito :))



Per questo primo esperimento ho usato la ricetta di Rino su CI perchè prevedeva un solo uovo e la possibilità di utilizzare l'acqua al posto del latte. Il sapore era buonissimo, i ragazzi di casa hanno detto che avrei potuto mettere un po' meno zucchero. La cialdiera usata è di circa 20 cm. di diametro.
La cosa più difficile per noi che non avevamo la forma per coni è stato chiudere la punta del cono prima che le cialde si foddero indurite e soprattutto senza ustionarci le mani. Una volta andata in temperatura la cialdiera, in pochi minuti le cialde si cuocevano. Mai aprire l'attrezzino all'inizio della corrura. Scoprirete che la pasta ancora cruda si romperà tutta. Non abbiate fretta nella prima fare di cottura.




CIALDE PER CONI Ricetta originale di Rino D.

130 g. di zucchero, (io arriverei a 90 g.)
135 g.di farina,
70 g. di burro,
140 ml di acqua,
1 uovo,
sale,
cannella.

Il procedimento l'ho un po' variato ma solo allo scopo di evitare grumi.

Sbattete l'uovo in una ciotola con lo zucchero, un pizzico di sale, un pizzico di cannella ( a chi piace). Aggiungetevi l'acqua dove avrete precedentemente fatto sciogliere il burro.
Aggiungete i liquidi in piccole dosi alla farina in modo che il composto non faccia grumi, deve essere abbastanza fluido in modo da spandersi bene sulla piastra, versatene una certa quantità sul ferro che avrete precedentemente portato a temperatura, la quantità dipende da quanto è grosso il ferro, da quanto è grosso il mestolo. Una volta cotta la cialda la togliete e l'arrotolate su un cono forma.