Monday, 2 January 2023

Douglas, Bartolini e il profumo scomparso

Avevo necessità di ringraziare un caro amico di famiglia e dopo qualche indagine ho saputo che gli avrebbe fatto piacere ricevere un profumo.

Quale occasione migliore del Natale per portarglielo.

Avevo pensato ad una confezione da 100 ml e ho iniziato a guardarmi in giro, sopratutto sui siti online anche per trovare l'offerta migliore.

Dopo aver perso l'ultimo pezzo in magazzino da una ditta concorrente (acquisto inizialmente andato a buon fine e pagato, mi scrivono che in contemporanea è stato acquistato da un'altro), mi rimetto alla ricerca e la mia scelta ricade non trovando disponibilità del profumo in seconda scelta sull'eau de parfum sempre da 100 ml. Unico dubbio negozio reale o online store della stessa catena?

Chiamo sia il servizio clienti che il negozio. Il servizio clienti mi assicura la consegna prima di Natale e questa è anche assicurata per iscritto sul sito ordinando entro la mattina del 20.12.2022.

Il negozio mi dice che hanno ancora 1 o 2 confezioni ma che per avere lo stesso sconto che applica il sito, dovrei spendere altri 15 euro in più. Dovrei arrivare a 90 euro, se non erro.

Decido quindi di ordinare online con lo sconto del 25%.

Tutto bene fin quando la consegna, affidata a Bartolini non comincia a spostarsi di data. Il pacco arriva a Roma il 22.12 e al consegna slitta di giorno in giorno dal 22 stesso al 23, e poi il 24 salta al 27. Mi ero organizzata per riceverla stando in casa il più possibile o chiedendo ai vicini di ricevere in mia vece. Il 24 mattina inizio a chiamare Douglas (linee occupate dato il periodo) per segnalare lo spostamento al 27 e mi consigliano di chiamare Bartolini e vedere se si può andare a prendersi il pacco. Chiamo Bartolini (linee occupate come sopra), alla fine, prima o dopo la loro pausa pranzo, non ricordo più bene, mi risponde un'operatrice, mi chiede il numero di spedizione, dice che non le risulta allora le dico che sto cliccando in tempo reale sulla loro pagina le detterò il loro n. traking. Butta giù il telefono. Facciamo finta, diciamo, che sia caduta la linea. Richiamo. Sempre occupato. Sempre. E io devo anche cucinare per la sera della Vigilia di Natale, non ho tutto il pomeriggio libero. Ogni tanto richiamo...ma ormai è chiaro che anche prendessi la linea non potrebbero più mettere in consegna il pacco o noi andarlo a ritirare con il traffico e gli impegni imminenti della vigilia.

Attendo amaramente ma ancora fiduciosa il 27.12.

Voi non ci crederete ma, ogni giorno, tutti i giorni e oggi siano al 2 gennaio 2023, ho visto cambiare al giorno dopo la data di consegna. Tutti i restanti giorni di dicembre e ora hanno incominciato con gennaio. Oggi è cambiata al 3. 01. Nel frattempo ho scritto alla Douglas 3 volte. Nessuno mi ha risposto.

Ho telefonato 2 volte e per carità, mi hanno dato ragione, ma del profumo neanche l'ombra. Ho detto che sono loro che devono contattare Bartolini e non io! Che risolvano la situazione e...niente.

Nel frattempo, sto facendo una triste figura con l'amico al quale dovevo portare questo dono.

Vi terrò aggiornati.


3.01.2023

Un primo aggiornamento

Niente di positivo. Oggi per la prima volta invece di una data si legge in attesa di definizione consegna. E le notizie non sono buone.


Ho chiamato Bartolini e chi mi ha risposto dichiara che il pacco è arrivato danneggiato. La bottiglia rotta. E dichiara che lo hanno rispedito a Douglas. Chiamo Douglas e mi dicono che a loro non risulta ancora la cosa. Che scriveranno a Bartolini. In tal caso però, se la notizia è corretta, mi restituiranno tra 15 giorni quanto ho speso. Avete capito bene. Non è che mi inviano un altro profumo allo stesso prezzo e subito al posto di quello che è danneggiato. 

Quindi per ora io non ho notizie ufficiali, scritte, quindi non posso provvedere a ricomprare,  sicuramente perderò lo sconto natalizio, e nel frattempo niente regalo per chi lo doveva ricevere...

Ora ditemi voi se non vi sareste accorti tra il 20 e il 22 dicembre di avere tra le mani un pacchetto grondante di profumo. Ditemi voi se non è correttezza e professionalità avvisare subito. Ovviamente se il pacco fosse stato danneggiato prima dell'uscita dal magazziono Douglas il corriere se ne sarebbe accorto.



Thursday, 30 April 2020

Pollo in salsa di noci alla georgiana: Kharsho







Siamo al secondo appuntamento con la cucina ai tempi del Covid19. Tempi durante i quali fare la spesa, cari posteri che ci leggerete, può significare fare un'ora e mezza di fila, bardati di mascherina e guanti, con il timore del virus e anche di dimenticare di comprare qualcosa, il che significherebbe rifare la fila e magari essere sospettati di essere usciti con la scusa di fare la spesa se si compra solo l'ingrediente dimenticato.

Con gli amici dell'MTC sotto la direzione della Ale e dei due giudici di turno  :)  presentiamo ognuno un piatto di pollo della tradizione di un paese straniero, sostituendo con ingredienti che abbiamo già in casa o facilmente reperibili. Si può sostituire tutto meno il pollo.

Non è facile scegliere un piatto mai provato e doverlo modificare in modo che a prima vista si pensi che sia l'originale. Perché è questa era la nostra consegna. Avevo cercato tra la cucina di più paesi, ho esaminato "l'anglofono" barbeque chicken, che conosco molto bene, ma è un po' troppo gettonato, e non l'ho trovato sufficientemente elaborato per poterne fare una rielaborazione che comunque sembrasse l'originale. Ho viaggiato in lungo e in largo, credetemi, da nord a sud e da est a ovest, trovando, ahimè poche ricette che, forse per la mia scarsa immaginazione, al di là di alcune già scelte da altri, avrei potuto utilizzare. E poi, mi si è accesa una lampadina e sono volata in Georgia. Ho trovato il Kharsho. In georgiano ხარშო di pollo. Mi piacciono molto i caratteri georgiani e credo che esplorerò ancora altre ricette di questo paese. 
La mia scelta è caduta su una ricetta tradizionale della cucina georgiana.  Una ricetta di pollo in salsa di noci. Le noci sono un ingrediente molto utilizzato lì e facilmente reperibili al mio supermercato. Mi sono sempre chiesta se lì abbiano molti alberi di noci, perché è comunque è un paese povero, ma usano noci come se piovesse e le noci costano.


Il pesto di noci è semplice da realizzare e va condito con varie spezie, non tutte reperibili facilmente in Italia e sopratutto in questo periodo. In particolare la calendula in polvere, (che ho sostituito con lo zafferano) e il fienogreco blu. Mi chiedo proprio che sapore ha la calendula. E il fienogreco blu? Ho trovato però nella mia dispensa un barattolino di spezie miste berbaré che contiene alcune delle spezie richieste per il piatto di pollo alla noci (da non credere, eh). Vi scrivo l'elenco. Quelle sottolineate sono richieste nella ricetta originale: paprika dolce, peperoncino, sale, pepe nero, zenzero, coriandolo, fienogreco, cardamomo, noce moscata, cannella, chiodi di garofano e pimento. Quindi il piatto ha virato in parte verso i sapori etiopi e eritrei.






Per la presenza delle noci, della cannella e dei chiodi di garofano, nonché del peperoncino (con la mia dose del mix di spezie era piccantino), ho anche pensato di preparare una piccolissima ciotolina a parte della stessa salsa con cioccolato fondente al 70%. Solo un quadratino di cioccolato sciolto in meno di mezzo bicchiere di salsa. Ho trattato così il pollo un po' come fosse la cacciagione, ricordando amici che si lamentavano qualche anno fa di dover mangiare a Natale, invitati dallo zio molto blasonato, carne di cervo in salsa al cioccolato. La mia salsa, speziata e con questo sapore dolceamaro avvolgente di pochissimo cioccolato fondente a me la variante è piaciuta.  Ho scelto volutamente di utilizzare, lasciate intere, le parti di carne scura del pollo, perché più saporite e morbide. A noi piacciono di più.






Il Kharsho viene preparato soprattutto come zuppa.  L'ho fatto diventare un secondo. Può essere servito da solo o con il riso. La salsa al cioccolato la servirei a parte. Con le dosi indicate di la salsa di noci ne viene moltissima, quindi  basterebbe riservarne un quantitativo a piacere per la salsa di noci al cioccolato, con le proporzioni indicate.

Abbiamo pensato che con il pesto di noci rimasto si potrà condire una pasta e lo abbiamo collocato in freezer. Ieri sera abbiamo mangiato il pollo in purezza e questa sera la parte avanzata, accompagnata da riso bollito.

Ecco la mia versione modificata:

Ingredienti per 4 persone

5 sovracosce di pollo
5 cosce di pollo
350 g di noci sgusciate
2 cipollotti freschi grandi
3 spicchi di aglio
1 cucchiaio colmo di salsa di pomodoro
5 cucchiai di olio extravergine di olivo
mezzo cucchiaio di spezie berberé
sale qb

Mettete in una casseruola l'olio e le cipolline tritate. Incoperchiate e fate cuocere lentamente, controllando spesso. Aggiungete il pollo e fatelo cuocere a fuoco medio-basso fino a rosolarlo leggermente. Ci vorranno circa dieci minuti. Salate i pezzi di pollo. Aggiungete acqua tiepida sufficiente ad arrivare a poco più di metà altezza dei pezzi di pollo, unite la salsa di pomodoro e controllate di sale. Fate sobbollire per una decina di minuti. Nel frattempo tritate le noci insieme all'aglio, aggiungete le spezie e quando il pollo sarà pronto togliete il brodo e tenetelo da parte. Separatamente aggiungete  al pesto di noci solo tanto brodo quanto basti per ottenere una salsa densa. Aggiungetela al pollo. Mescolate bene e fate cuocete a fuoco basso per 3 o 4 minuti.
Consiglio di lasciare riposare il pollo per farlo insaporire nella sua salsina per una mezz'ora. Scaldate e servite decorato con prezzemolo, accompagnato, se desiderate, da riso bollito.
E' un piatto che si presta ad essere preparato in anticipo o anche il giorno prima. Ve lo consiglio.


Per la salsa di noci al cioccolato
per un bicchiere di salsa 2 quadretti di cioccolato fondente al 70%

Sciogliete il cioccolato fatto a pezzettini nella salsa calda posta in un bicchiere o in una tazza. Girate con una forchettina spezzettando ulteriormente se necessario.

La ricetta originale

 1 whole chicken,
350 grams of walnuts,
 2 medium sized onions,
 3 cloves of garlic,
 1 heaped tbs of tomato puree,
 5 tbs of oil,
 1 tsp of dried marigold,
 1 level tsp of blue fenugreek,
1 level tsp of dried coriander,
 1 tsp of dried red pepper,
 and salt (amount dependent upon personal preference).

Preparation: Cut the chicken into medium to large pieces and add, together with 5 tbs of oil (3-4 if the chicken is fatty) to a deep pot. Cook for 15 minutes on a low to medium heat. 
Finely chop the onions and add to the pot. Continue to cook for 10 minutes, stirring frequently.
Add 1.5 liters of water. Stir and cook for a further 10 minutes on a medium heat.
Grind the walnuts and garlic together.
Add 1 heaped tbs of tomato puree, 1 tsp of dried marigold, 1 level tsp of blue fenugreek, 1 level tsp of dried coriander, 1 tsp of dried red pepper, and salt (amount dependent upon personal preference) to the ground garlic and walnuts.
Stir in 1 cup of the chicken juices and mix thoroughly.
Pour the mixture into the pot containing the cooked chicken.
Stir and cook on a medium heat for 3-4 minutes and then serve.
Serving: Serve hot. We garnished ours with parsley.

Fonte

Friday, 17 April 2020

Vermicelli con bucce di patate, carote e trito di gambi di prezzemolo






Con questo post riprendo a dedicarmi al mio blog, dopo tanto e allo stesso tempo insieme alle amiche dell'MTC partecipo alla preparazione di un piatto di pasta condito con quello che di solito viene scartato. Di cose che si scartano ce ne sono più di quanto si pensi, ma al momento siamo in quarantena e con uscite contingentate a causa della pandemia di Covid19.

Quindi ho usato i soli scarti vegetali rimasti prima della prossima uscita per la spesa.

Ingredienti per due persone

160 - 180 g di vermicelli o altra pasta secca
buccia di 2 patate medio-grandi
cubetti di due carote sbucciate
1 patata sbucciata ed affettata
buccia di 2 carote
olio extravergine di oliva
5 gambi teneri di prezzemolo tagliati piccoli piccoli
buccia rigata di un limone
pangrattato leggermente tostato in padella
sale

Lavate e spazzolate le patate e le carote. Sbucciatele con il pelapatate. Friggete con un pizzico di sale separatamente, oppure, nello stesso olio, prima le carote in dadola, le bucce e poi le patate. Mettete da parte.

Fate bollire l'acqua per la pasta, che farete cuocere 2 o 3 minuti in meno di quanto consigliato, insieme alla patata affettata. Mentre la pasta cuoce, preparate una padella ampia per la mantecatura. Aggiungete 4 - 5 cucchiai di olio, la dadola di carote, la pasta scolata tirandola su dall'acqua,  un mestolo di acqua di cottura. Unite metà delle bucce di patate e carote e fate mantecare. 

Aggiungete il resto delle bucce lasciandone qualcuna per la guarnizione. Girate e impiattate.
Guarnite con le bucce rimaste, qualche strisciolina di buccia di limone, il trito di gambi di prezzemolo e un bel pizzico di pangrattato al posto del parmigiano.


NOTE: prima di decidere di usare le bucce di patate, che già avevo usato in precedenza, ho riletto su più siti le avvertenze riguardo la presenza di solanina in alcuni ortaggi. Data la quantità minima di bucce adoperate, il colore (non verde) della stesse, la freschezza della materia prima, e la varietà usata (agata) la quantità di solanina è minima.



Wednesday, 18 December 2019

Royal Mincemeat Pie continued




Questo blog partecipa con questa ricetta alla raccolta di "Una Mince Pie è per sempre" e oggi 18 dicembre sono state pubblicate anche altre ricette su MTC che dovete assolutamente andare a leggere.
Ed ecco invece qui la ricetta sorpresa su questo blog, il dolce per il quale vi avevo preparato il mincemeat un paio di settimane fa. Il nome, preceduto dall'aggettivo "Royal", mi fa pensare alla pasta reale o alla frangipane, perché sopra la base di pasta brisée viene steso un velo di impasto composto di farina di mandorle uovo e zucchero.
Royal Mincemeat Pie
per una teglia da 23 cm di diametro con fondo removibile
Pasta brisée
225 g di farina, più un po' extra per la spianatoia
una punta di cucchiaino di sale fino
70 g di burro freddo, tagliato a pezzetti
65 g di strutto
scorza finemente grattugiata di una arancia
35-40 ml di succo d'arancia appena spremuto

Ripieno
225 g di mele renette (in Inghilterra usano le bramley)
scorza finemente grattugiata di 1 limone, più 1 cucchiaio di succo
mincemeat
1 cucchiaio di brandy
50 g di burro non salato, a temperatura ambiente
200 g di zucchero semolato
1 uovo medio, sbattuto
1 cucchiaio di farina
50 g di farina di mandorle
3 grandi albumi


Setacciate la farina e il sale in un mixer. Aggiungete il burro freddo e lo strutto, quindi azionate il mixer fino a quando il composto non assomigli al pangrattato. Aggiungete la scorza di arancia e il succo e mixate per 2-3 secondi, quindi passate in una terrina. Lavorate con le mani fredde per qualche attimo, formate una palla e mettete in frigo a riposare per almeno mezz'ora.

Sulla spianatoia infarinata stendete con il mattarello un disco poco più grande del diametro della vostra teglia. Rivestite la stessa con la sfoglia ottenuta, tagliate la pasta in eccesso sui bordi. Mettete in frigo per 20 minuti, poi infornate a 190°C  sul ripiano centrale dopo aver ricoperto la pasta con un foglio di alluminio e dei fagioli. Dopo 15 minuti, togliere il foglio di alluminio e i fagioli.  Cuocere per altri 5-7 minuti. Non lasciate che i bordi diventino troppo scuri. Togliete dal forno e mettete a  raffreddare nella teglia. Abbassate la temperatura del forno a 180 ° C / ventilato 160 ° C.
Nel frattempo, sbucciate e tagliate a dadini finemente la mela, lanciandola in una ciotola con il succo di limone per evitare che si scurisca. Mescolate la scorza di limone, la mincemeat e il brandy.

Lavorate il burro e 25 g di zucchero in una ciotola fino a ottenere un composto leggero e soffice. Sbattere l'uovo, quindi aggiungere la farina e le mandorle tritate.
Distribuire il composto di burro e mandorle sulla base della torta, coprire con la mincemeat, quindi cuocere per 30 minuti.

Poco prima che il tempo di cottura sia scaduto, metti gli albumi in una grande ciotola pulita e sbatteteli a neve ferma (il composto dovrà scrivere). Sbattete i 175 g di zucchero rimasto, 1 cucchiaio alla volta, per formare una meringa liscia e lucida.
Rimuovete la torta dal forno e abbassate il forno a 120 ° C / ventilato 100 ° C . Versate la meringa sul ripieno e create dei picchi con un cucchiaio o con una spatola. Cuocete per 45 minuti fino a quando la meringa sarà croccante. Togliete dal forno e fate raffreddare nella teglia. Servite caldo o a temperatura ambiente





Usate un cannello da cucina per dare un po' di colore alla meringa già cotta o lasciatela  liscia così come ho fatto io.







Monday, 2 December 2019

Royal Mincemeat Pie - to be continued



mincemeat: tutto pronto prima della macerazione

Questo blog partecipa con questa ricetta alla raccolta di ricette Un Mincemeat Pie  è per sempre su MTC 

Per fare questo dolce dovrete prima di tutto preparare quello che in inglese si chiama "mincemeat".
In questo caso alla tradizionale ricetta è stata aggiunta della mela e del succo di agrumi.

Ma cosa è il mincemeat? E' un insieme di uvetta passa di vari tipi, canditi, spezie, conservati generalmente nel brandy che si prepara prima del periodo natalizio. Anticamente conteneva anche un po' di carne, ma ora non più.
Più mincemeat si prepara e si tiene da parte per l'occorrenza, più dolci si potranno preparare in poco tempo, da donare prima e durante le feste. Così fanno nei paesi anglosassoni.
Di solito l'uva passa è di tre tipi: sultanina (sultanas), di corinto (currents) e quella chiamata "raisins" che non si trova facilmente qui in Italia e che io si solito sostituisco con lo zibbibo*.

Questo composto, è la base di molti dolci natalizi, dalla Christmas cake, ai mincemeat pies, al Christmas pudding, e poi nel tempo si sono aggiunte versioni e dolcini nuovi.

La ricetta che vi propongo, del Royal Mincemeat Pie richiede le dosi sotto descritte, ma se desiderate fatene di più, da tenere da parte. Non si sa mai, un invito improvviso, amici a cena nel periodo prenatalizio o postnatalizio o anche per dolci programmati, avrete già il composto pronto!

La ricetta del dolce sarà pubblicata il 18 dicembre 2019. Se siete incuriositi vi aspetto qui sul mio blog per scoprire come sarà il Royal Mincemeat Pie.

a presto, a mercoledì 18 dicembre

Mincemeat per Royal Mincemeat Pie

Ingredienti

1 mela e mezza
250 g di uvetta mista (sultanina, corinto, zibibbo*)
50 g di canditi a piccoli cubetti
30 g di mandorle pelate e tagliate a pezzetti
85 g di zucchero moscovado chiaro
succo di 1 arancia
succo di un limone
1 cucchiaino di spezie miste
un quarto di cucchiaino di cannella
un pizzico di noce moscata
2 o 3 cucchiai di brandy o rum
75 g di burro

Mettete tutti gli ingredienti tranne in burro in una coppa e lasciate a macerare in frigo ben coperti fino al mattino dopo.

Il giorno dopo, sterilizzate 3 barattoli da 350 ml e i loro coperchi: lavateli in acqua saponata ben calda, sciacquateli sempre in acqua corrente calda e asciugateli in forno a bassa temperatura.

Mentre i barattoli si asciugano, prendete una teglia da forno, versatevi dentro il mix di frutta che avete preparato e messo da parte, mettetelo anch'esso in forno per 15-20 minuti. Togliete la teglia dal forno, aggiungete il burro sciolto e girate bene il tutto con un cucchiaio. Versate nei barattoli e chiudete con i coperchi. Lasciate raffreddare. Il composto si manterrà fino a sei mesi se ben conservato, in un luogo fresco e buio.

To be continued

mercoledì 18 dicembre con la ricetta del

 Royal Mincemeat Pie




Wednesday, 25 April 2018

La Tortilla de patatas, che buona!




E' di Mai del blog Il Colore della Curcuma la ricetta della sfida n. 72 di MTC e come dice il post di Ale su MTC il cerchio si chiude. Questa rotonda bontà che io non avevo mai provato a fare è stata alla base dell'inizio delle sfide denominate MTC. Io appartenevo al folto gruppo del Condominio di CI e nel 2009 iniziavamo in molti a crearci un blog. E' stato l'anno del boom. Quando ha aperto quello di Alessandra e Daniela non potevo non seguirlo. Mi ero concentrata su un'altro "gioco" proposto e la sfida n. ZERO e n.1 (la tortilla) me le ero perse. Ho iniziato dalla  n. 2, la Pasta alla Norma. Ancora me lo ricordo come fosse davvero ieri ed invece siamo alla sfida n. 72. Si chiude il ciclo delle sfide come le abbiamo conosciute noi, ma con una rinascita con altre sorprese.

Io il mio scopo l'ho raggiunto, partecipare a quante più sfide possibile, senza vincerne una. Ne sono uscita indenne :D ;) Perchè? Semplicemente non avevo mai una ricetta superbella e magari già pronta, fotografata e tutto, da proporre. Perché mi avrebbe preso un coccolone, e pensavo che sarebbe successo solo a me, e invece quanto ho letto ultimamente, non sarei stata da sola. E poi perché il ruolo di esecutrice forse mi si addice di più, sopratutto perché come direbbe il personaggio di Alice Allevi, mi riduco sempre all'ultimo momento, anche per pigrizia e quindi che coniglio vuoi tirare fuori dal cappello?

Tante sono le esecuzioni fantasiose e belle e le idee grandiose che molti partecipanti hanno avuto e spero di poter fare un post su queste, uno di questi giorni. Al momento ricordo la mia ammirazione per per la Japanese Cotton Cheese Cake rivisitata da Annalu e Fabio in chiave Sushi.  Ed eravamo solo alla sfida numero 3 (TRE). Eppure riguardandole in archivio ora, guardando ogni foto, mi sembra ieri.

La sfida per la quale mi dispiace di più non aver potuto partecipare? Quella dei baci Perugina. Quante ne ho saltate forse tre, forse quattro, non lo ricordo più. La ricetta dalla quale ho avuto più soddisfazione nell'imparare? Le tagliatelle. Ho imparato a tirare la sfoglia. Magari ora non ricordo più bene, ma l'ho fatto ed è stato come un "boost" di autostima. #celapossofare.
Le mie esecuzioni peggiori? La Pizza senza-alcun-bordo e la Torta Pasqualina a quattromani con la suocera genovese. Aveva una copertura che più che una sfoglia a n. strati sembrava un materasso e poi forse i macaron incolore e disegnati con lapis sotto. :D Quella per la quale ho sudato di più? Decisamente per fare i cornetti sfogliati in un settembre torrido.
E l'amica che sempre passava a lasciarmi un commento? La Gaia Celiaca. 

Oggi è festa, 25 aprile, giorno in cui si festeggia la liberazione dall'oppressore, dalle dittature. E' anche S. Marco. Quale giornata migliore per regalare ai miei cari la Tortilla con la ricetta della Mai?


Eccola (ricetta della Mai)

Ingredienti
(per una padella di 25 cm di diametro)

1kilo e 200 g di patate (sbucciate)
11/13 uova (sempre dispari)
1 cipolla grande (di quelle dorate)
olio extra vergine
sale

Lavate le patate e sbucciatele, tagliatele a pezzi irregolari e friggetele con del olio in una padella molto capiente, e dopo 5 minuti aggiungete la cipolla tagliata a fettine molto sottili. 
Già qui ci sono diversi tipi di pensieri su come deve essere il taglio delle patate. 
Chi dice a dadini chi a julienne chi come me li fa "alla buona" ossia tutti irregolari, perché mi da la sensazione che in questo modo si amalgamano meglio tra di loro e la tortilla venga più compatta.
Salate mentre friggono e girate ogni tanto per non bruciarle, sarebbe meglio farle saltare in modo di non spappolarle tropo, ma visto il peso non ve lo consiglio, se non siete pratici in sollevamento pesi... o come dico spesso « se avete i polsi collaudati».

In un recipiente, sempre molto capiente, sbattete le uova e salatele, pensate che le patate vanno anche loro regolate di sale.
Quando le patate e la cipolla sono cotte e dorate, oserei dire fritte e croccanti, versatele dentro il recipiente con le uova sbattute, tenendo cura di non versarci l'olio ma lasciarlo nella padella.
Amalgamare e controllare di sale.

A questo punto versate il composto nella padella di cottura leggermente oleata, regolate a fuoco basso, assicurandovi che non si bruci. Con il mestolo di legno, mi raccomando, controllare che non si attacchi. La miglior cosa per una tortilla de patatas è usare il gioco di polso facendo si che questa si muova dentro la padella e non si attacchi.

Per girarla dovete soltanto avere un piatto piano, abbastanza grande da coprire la padella, e inumidirlo con dell'acqua dalla parte dove si appoggerà la tortilla, in questo modo scivolerà da sola e non farete fatica a rovesciarla, altrimenti l'uovo si appiccica!

Una parte altrettanto importante è quella del rimboccare la tortilla  con un mestolo di legno, e in questo caso con la parte concava, e cominciate a rimboccare tutto intorno la frittata, come quando fate il letto, non so se mi spiego… ma con questo trucchetto è come si ottiene quel "effetto cuscinetto imbottito" che fa tanto figo!
Finita la cottura, potete far scivolare la tortilla dalla padella stessa su un piatto se volete, ma io vi consiglio di ripetere lo stesso procedimento di prima, soltanto che questa volta non serve bagnarlo per farla scivolare.

In questo momento di grandi cambiamenti voglio però fermarmi un attimo per ringraziare Alessandra e Daniela e poi tutti, ma tutti. Partecipanti, collaboratori, proprio tutti. E' stato un percorso interessante, divertente, e tutti hanno contribuito con il loro lavoro, con il loro tempo, idee e fatica a renderci un gruppo solidale.

Suggerimento per gli accompagnamenti insalata mista bucce di patata fritte e salsa al tonno fatta con maionese un cucchiaino di salsa di pomodoro scottata in padella e tonno al naturale frullato.

Con questo post partecipo alla sfida del mese n. 72 di MTC




Sunday, 25 March 2018

Afternoon Tea with MTC con scones, finger sandwiches e Pumpkin Nut Bread





e con il fil rouge...:sarò brevissima.
Valeria Caracciolo del blog Murzillo Saporito questo mese per la gara n. 71 di MTC ci ha proposto di preparare un té all'inglese un vero Afternoon tea del quale ci spiega tutto Alessandra qui e  qui.

Non vorrei fare un post lungo spiegando il fil rouge. Diciamo che gioco il jolly che ci ha dato Ale, perchè la mia permanenza in luoghi anglofoni mi porta a raccordare queste preparazioni su basi di flashback, ricordi, sensazioni, profumi, esperienze in cucina e ad un tè australiano qualche sanwich non manca mai, una torta non puoi non farla e gli scones sono come il prezzemolo e potete far finta di non vederli ma gli invitati possono mangiarli. Tre i numero perfetto? Partecipo ma non voglio vincere?  I sandwiches sono descritti in tre parole? Va bene?

Tra le tea cakes del mio libro di dolci preferito scelgo la Pumpkin Nut Bread che mi attrae per i suoi ingredienti  e anche se ho visto che molti hanno proposto gli scones, questi non possono proprio mancare e quindi per cambiare vi propongo gli scones integrali con datteri. Qualche sandwich per la parte salata ci deve essere e ho pensato di evitarvi quelli con il prezzemolo riccio, e che non proporrò mai a nessuno perché a me quel prezzemolo è rimasto ruvido in bocca, tra i denti ed in gola :D :D :D, che mi sono venuti in mente subito - un flashback di una "gita" da Sydney a Perth, che prezzemolo riccio a parte, è un ricordo di ospitalità, di persone deliziose che attraversammo l'intero continente per andare a conoscere, e ancora mi ricordo l'afternoon tea che avevano preparato.

Preparare questo tè è stato divertente, alquanto laborioso perché ho fatto tutto nello stesso giorno e utile perché ero così disabituata, ma così disabituata che non ho neanche messo a tavola i piattini per il dolce dello stesso servizio da tè. Mi sono autoconvinta di non averli per poi realizzare che siccome li usiamo tutti i giorni, perché appartengono allo stesso servizio risiedono in cucina. Davvero fuori allenamento!

La torta che vi propongo la potete tranquillamente fare un giorno prima. Sarà più buona e vi dirò di più, potreste preparare gli ingredienti il giorno prima ancora, il purè di  zucca, le noci e i datteri. Io cerco di evitare di comprare frutta secca confezionata, e quindi ho sgusciato e tritato le noci e denocciolato e tritato i datteri.

Di solito preferisco che i miei ospiti scelgano il te che preferiscono e quindi metto a tavola delle bustine di tè diversi, anche se so che quello in foglie è di miglior qualità.

Per questa occasione propongo un te nero di Fortnum and Mason il Royal Blend che viene descritto così:"Created by Fortnum's for Edward VII, Royal Blend has reigned and poured supreme since 1902. Our gift to the King, we combined Assam from India with Sri Lankan Flowery Pekoe for a smooth, honey-like flavour. It's quite a cup." Il miele è sia nella tea cake che negli scones e quindi l'abbinamento appare interessante.

Pumpkin Nut Bread

1½ (400 g) tazze di zucca cotta e frullata
½  tazza di miele
½  tazza ( 85 g) di zucchero di canna
½  tazza (125 ml) di olio di arachidi
½  tazza (70 g) di datteri tagliati a pezzetti
½  tazza ( g) di noci tritate grossolanamente
½ cucchiaino da tè di sale
½ di cannella in polvere
½ di chiodi di garofano in polvere
2 cucchiaini  di lievito per torte
1 tazza di farina 00
1 tazza di farina integrale

Sbollentare per circa 5-6 minuti la zucca fatta a pezzi in acqua, scolare, frullare al minipimer, cuocere in microonde per una decina di minuti e mettere a raffreddare.
Preriscaldare il forno a 180° C (350°F/ Gas 4). Imburrare una una teglia per torte rettangolare.
In una terrina capiente unire il miele, lo zucchero, l'olio, il purè di zucca, i datteri, le noci, il sale, la cannella, chiodo di garofano in polvere e miscelare bene.
Unire alle farine il lievito ed il germe di grano, poi aggiungere il tutto agli altri ingredienti, unire il tutto delicatamente, versare il composto nella teglia ed infornare per circa un'ora, controllandone ogni tanto la cottura. A fine cottura lasciare stiepidire per una decina di minuti e poi mettere a raffreddare su una gratella.

Scones integrali ai datteri (circa 15)

1 tazza di farina con lievito
1½ tazza di farina integrale
2 cucchiaini di lievito per dolci
2 cucchiaini di germe di grano
un pizzico di sale
¼  di cucchiaino di noce moscata in polvere
1 cucchiaino  da tè di cannella in polvere
½ cucchiaino da tè buccia di limone grattugiata
60 g di burro a tocchetti
125 g di datteri a pezzetti
2 cucchiai di miele italiano di bosco
½ tazza di latte
1 uovo

Accendere il forno a 230°C (450°F/ Gas 8). Foderare con carta forno una teglia da forno. Setacciare gli ingredienti in polvere in una terrina, aggiungere la buccia di limone, aggiungere il burro e lavorare al mixer finché l'impasto non somigli a pangrattato. Fare una buchetta al centro. Aggiungere i datteri. In un'altra terrina versare il miele, l'uovo, il latte, amalgamare e poi versare al centro della buchetta formata nell'altra terrina. Lavorare fino ad ottenere un impasto morbido. Trasferire su una tavola per impastare, stendere con le mani ad un'altezza di circa 2 cm e tagliare con un taglia scones o taglia biscotti. Ne dovrebbero venire una quindicina. Adagiarli non troppo lontani sulla teglia da forno. Spennellare con latte. Infornare e cuocere per circa 12-15 minuti. Servire caldi o lasciar raffreddare su una gratella. Servire con burro e jam or marmelade a piacere. ne metto varie a tavola. Scegliete tra prugna, lamponi, bergamotto, mandarini o fichi.

Finger Sandwiches alle zucchine

pane bianco in casetta 
1 robiolina
fette di manzo stufato effettato
germogli di fagiolo mungo passati il padella con olio evo
1 zucchina piccola e tenera tagliata a rondelle sottilissime.

Spalmare il pane con la robiola e farcire a strati.


Finger Sandwiches al tacchino

pane integrale in casetta 
1 robiolina
affettato di tacchino
foglioline di valeriana

Spalmare il pane con la robiola e farcire a strati.



Sunday, 25 February 2018

Polenta dolce affumicata e crema allo zabaione cotta nella macchina del pane







Questo mese Greta del blog Greta's Corner sfida i membri dell'MTC ad imparare ad affumicare gli alimenti. E qui trovate le spiegazioni e le ricette di prova, ovvero la Ricetta della sfida.

Io ho il forno da campo e all'ultimo momento, mentre mi aggiravo per la cucina scegliendo quale pentola sacrificare (l?MTC backstage sa di che parlo) usare per l'affumicatura ho notato che "Egli" mi guardava, mi fissava, quasi mi chiamava. E aveva ragione. Un forno, piccolo dove i profumi non si disperdano, con ripiani predisposti, alzatine, teglie e tanto di cappello con oblò, non è forse proprio quello che ci voleva? Come non averci pensato prima? E di fatti a me le idee vengono tutte all'ultimo minuto. Per questo consegno sempre tardi. Per un mese sbatto la testa pensando che sta arrivando il 25 del mese e vi penso, eccome se vi penso! E poi provo a fare la cose più semplici che sia riuscita a pensare, anche perché non sempre ingredienti desiderati sono ad un tiro di schioppo.

Ho usato un tè nero, come raccomandato, perché è sufficientemente forte per l'affumicatura. Ho preferito il Darjeeling, che è soprannominato lo Champagne dei tè, perché lo ricordavo vagamente di sapore affumicato. E' un tè dal sentore floreale, con una nota muschiata che ricorda anche il moscato.




Polenta

300 g di farina di mais  tipo fioretto
1200 ml di latte
5 cucchiai di zucchero di canna
50 g di burro

mettere la farina di mais e lo zucchero in una terrina e lentamente aggiungere un po' di latte per volta girando per far amalgamare senza grumi fino ad aver unito tutto il latte.

Versare nella macchina del pane e scegliere un programma che dia la possibilità di mescolare e poi cuocere. Per esempio il programma per torte o per marmellata. Quando il programma avrà fatto una decina di minuti di cottura e quando la polenta si sarà iniziata ad addensare, reimpostarlo per far lavorare di nuovo la polenta altri 10 minuti e poi impostare su solo cottura per 50 minuti circa.

Se non avete la macchina del pane, ma volete ottenere una forma a cassetta per il dolce, cuocete la polenta fino a che risulti soda e versatela in uno stampo rettangolare, scavate un po' la parte sopra del dolce, perché lì riempirete con un po' si crema e lasciate raffreddare. Lasciate in forma in frigo per una notte.



Affumicatura
2 o 3 bustine di tè profumato Darjeeling
3 cucchiai di zucchero di canna
3 cucchiai di riso basmati profumato

Usate il forno di campagna mettendo sul primo ripiano la teglia rivestita di un foglio di alluminio con dentro il preparato per l'affumicatura. Mettetene parecchio, le dosi che vi do faranno uno strato raso coprendo tutta la teglia tutta la teglia non date retta alla foto, lì manca mezza dose :)

Chi non ha il forno di campagna deve usare una pentola che con coperchio possa contenere il vostro dolce, rivestirla con un foglio di alluminio,  e trovare un cestello dove mettere a circa metà altezza 
Consiglio di usare  uno spargifiamma. punzecchiare con uno stecchino il dolce alla base, dove non si nota, ma anche ai lati se volete (per far assorbire meglio il profumo)  e posizionarlo, incoperchiare, riscardare la pentola e dopo 10 minuti spegnere lasciando il dolce dentro ad assorbire il profumo. Volendo ripetere l'operazione. per tutte le istruzioni rispetto all'affumicatura, compresa la scelta e preparazione della pentola se non usate il forno vi rimando ai consigli di Grata.


Crema pasticciera allo zabaione (fonte: Talismano della felicità)

6 tuorli d'uovo
6 cucchiai di zucchero bianco (180 g)
6 cucchiai colmi di farina (300 g)
1 litro di latte
un bicchierino di marsala di ottima qualità

Lavorare tuorli e zucchero, aggiungere la farina e un po' si latte a temperatura ambiente per evitare che aggiungendolo tutto si formino grumi. Aggiungere il resto del latte, appena tiepido e sempre a poco a poco per evitare che si addensi la farina formando grumi.
Mettere sul fornello coperto da uno spargifiamma e scaldare il latte facendo attenzione che non vada mai in ebollizione.  Girate continuamente, con una spatola di legno. Spegnete quando è densa, aggiungete pian piano il liquore e mettere a raffreddare, girando di tanto in tanto per evitare che si formi una pellicola.

Se avete il microonde e volete guarnire la torta come ho fatto io, riempire l'avvallamento del dolce con la crema e mettere in MO a temperatura defrost per 2 minuti. Questo renderà la crema un po' più densa.
Se non volete usare il MO riempite semplicemente la parte concava del dolce con la crema e servitelo tiepido o freddo.

Non lasciate questa pagina senza aver letto qui le 10 regole per un'affumicatura perfetta.





Con questa ricetta partecipo alla sfida n.70 - febbraio 2018 di MTC, all'ultimo minuto, anzi con un'ora di anticipo rispetto ai soliti tempi di marcia, aspettando la neve che chi sa se cadrà a Roma :)
Ai posteri il racconto di come ci siamo svegliati lunedì 26 febbraio 2018.

Ciao Greta e grazie per averci seguito per tutto il mese, rispondendo in diretta alle nostre domande.


Thursday, 25 January 2018

la Cucina alcolica: Buck's Fizz chicken thigh




gelatina morbida e gelatina compatta





Il pezzo del pollo che più mi piace è la sovracoscia. Carne scura e quindi meno asciutta del petto, meno osso che nella coscia.

E' l'ora della sfida MTC e la situazione è questa: io "pressochè astemia", marito vegano al 90% mi trovo a dover fare una ricetta con un cocktail solido. Ahhhhh! Giulia Robert ci sfida con la Cucina Alcolica su Alterkitchen.

Scelgo una ricetta dolce, con un cocktail invitante e quando comunico quanti alcolici che non berremmo avrei dovuto acquistare si sente partire una voce baritonale che intona un "ma che dici...omissis". Prima di Natale avevo anche pensato alla Pina Colada , ma poi  l'ha fatta Mariella stupendissimamente e così ho deciso di non guardare più cosa fanno gli altri altrimenti non preparo nulla :) 
No, per ora non ve lo dico quale dolce abbinamento volevo fare. Lascio la suspense. Chi sa che non riesca a fare una scorta di alcolici per il mio compleanno (devo trovare con chi berli e dove comprare quelli più difficili da reperire)

Ripiego pertanto su una bella sovracoscia di pollo, della serie lo puoi fare anche tu per cena (evoluzione dell'MTC), con un po' di pazienza e se riesci a fare la gelatina di cocktail. E vado in esplorazione di cocktail. Il pollo per me è come un premio perché all'usbando (e qui sto citando you know who...chi ci conosce su fb lo sa) non piace e quindi anche prima dell'era vegana portarlo in tavola per tutti era un problema.

E quindi vi presento Buck's fizz. Certificato IBA e parente stretto del Bellini i capostipite dei cocktail con champagne, ma per noi italiani prosecco tutta la vita (prosecco + pesca bianca)  e del Tintoretto (prosecco + succo di melagrana).



Ricetta per quattro

4 sovracosce di pollo grandi
olio evo
erbe aromatiche (rosmarino, timo, alloro, ginepro)
sale qb
pepe qb

in una padella antiaderente di ultima generazione versare dell'olio evo, adagiare il pollo e accendere il gas. A fuoco medio iniziare a cuocere aggiungendo sale e pepe a metà cottura. Quasi a fine cottura aggiungere le erbe scelte e scartarle prima di impiattare. Condire con un po' di sughetto e le gelatine. in alternativa far solidificare la gelatina in una mini-ciotolina e porla sul piatto insieme al pollo.

gelatina di Mimosa

100 ml di prosecco di ottima qualità
100 ml di succo di arancia fresco filtrato
1 cucchiaino di zucchero (facoltativo)
3 g di agar agar per una gelatina morbida; 5 g per una gelatina compatta
50 ml di acqua

sciogliere l'agar agar nell'acqua e mettere sul fuoco a bassa temperatura far cuocere 5 minuti.
Versare un po' di succo per volta, girandolo, poi aggiungere il prosecco. Riempire delle formine, oppure un porta ghiaccio e mettere in frigo per tre o quattro ore. Poiché si sta lavorando con liquidi acidi serve un po' più di agar agar rispetto ad un liquido neutro.


gelatina di Tintoretto sostituire il succo d'arancia con il succo di melagrana
gelatina di Bellini sostituire il succo d'arancia con il succo di pesca bianca







Sunday, 24 September 2017

Pasta con tonno e pesce spada freschi al profumo di basilico e agrumi







Come di rito, vi presento il blog vincitore della Sfida MTC di giugno Poveri ma Belli e Buoni di Cristina Galliti  che ci sfida con La Pasta col Pesce. Le regole per la partecipazione sono qui su MTC, scritte dalla nostra Alessandra.



il pesce fresco



il sughetto per mantecare

Questo piatto prende ispirazione da una ricetta non del tutto simile per ingredienti che si trova nel libri di Andy Luotto "Faccia da Chef".

Questa è la mia rielaborazione

Per tre persone
5 canocchie o pannocchie
1 cipolla rossa di tropea
1 trancio di tonno fresco
1 trancio di pesce spada fresco
sale q.b.
4 cucchiai di salsa densa
10 pomodorini pachino
250 g di pasta secca (noi spaghetti)
4 cucchiai di olio evo
mezzo bicchiere abbondante di vino bianco secco 
una manciata di uvetta già ammollata
una bella manciata di pinoli
pochissima buccia di limone grattugiata
pochissima buccia di arancia grattugiata
foglioline piccole di basilico


Preparare l'uvetta, la buccia degli agrumi ed i pinoli  e metterli insieme in una coppetta.
Versare in padella l'olio evo e aggiungere le canocchie. Scaldare e far cuocere i crostacei, poi toglierli dalla padella e tenere in caldo. Aggiungere al loro posto metà della cipolla di tropea affettata per lungo, il tonno ed il pesce spada, salare, aggiungere la salsa e qualche pomodorino pachino crudo. Far cuocere senza però eccedere e poi togliere dalla padella e tenere in caldo. A parte sfumare il vino per far evaporare l'alcol e versarlo in padella insieme al sughetto dei pesci e dei crostaci. Far rapprendere appena appena sbattendo intanto con una forchetta.
Cuocere gli spaghetti, rubare un mestolino di acqua di cottura e versarla in padella, miscelare. Scolare la pasta almeno 2 o 3 minuti prima di fine cottura. Tirare su gli spaghetti con apposito forchettone (io ne ho vari in legno) aggiungere velocemente il pesce, l'uvetta, la buccia degli agrumi ed i pinoli, e mantecare. Impiattare e guarnine con le canocchie,  foglioline di profumatissimo basilico, rondelle di 5 pomodorini salari in precedenza e qualche strisciolina sottilissima di cipolla di tropea cruda che avrete lasciato una mezz'ora in acqua e poi asciugato.



Rispetto alla versione originale le differenze ci sono. Ad esempio Chef Andy Luotto usa tonno all'olio d'oliva e non è necessaria la mantecatura. Nella mia rielaborazione il pesce è fresco e oltre al tonno vengono aggiunti il pesce spada e le canocchie. I profumi e la guarnizione con uvetta e pinoli e cipolla rimangono gli stessi.

Grazie Cristina, grazie Andy :)


Thursday, 25 May 2017

Rolls, rollers or pinwheels? Appetisers and fingerfood for MTC







Ed eccomi qui. Questo mese, dopo aver deciso che niente si sarebbe frapposto tra me e la ricetta del mese per MTC e che quindi avrei letto per tempo tutte le istruzioni, e avrei subito iniziato a pensare, sognare, e preparare, eccomi qui. Venticinque maggio, in punto, a scrivere il post per quello che solo oggi, venticinque di maggio, ho preparato. Venticinque di maggio, giorno anche della gara di lettura simile a "per un pugno di libri" che ho preparato leggendo e poi scrivendo le domande sul romanzo Neve. Venticinque di maggio. Caldo e umido. Altro che neve. Ma tutto bene. Grande allegria e divertimento in mattinata e un po' di confusione nel pomeriggio nel preparare tre diversi roll. Ingredienti a destra e a manca, erbette da raccogliere all'ultimo minuto. Speranza di non sbagliare nell'assemblaggio e invertire qualche ingrediente, speranza che non cali il buio prima delle foto. Questa sono io oggi.

Il ringraziamento va, questo mese, a Giovanna di Gourmandia Chef che mi ha introdotto ai rollers o pinwheels che dir si voglia, che ho scoperto spopolano in the US of A. La ringraziano anche i due bipedi di casa che di solito mangiano qualcosa di elaborato e fantasioso una volta al mese e che solo qualche giorno fa si lamentavano di un risotto agli asparagi fatto con tanto amore, che secondo loro era sciapo, un po' troppo al dente e non sapeva abbastanza di asparagi. I due corsari, minacciavano di fare una soffiata ai miei amici foodblogger e far trapelare la notizia che in effetti non so cucinare. Sob!  A loro dico che il giorno dopo di primissima mattina qualcuno da Nuova Delhi - e chi sarà mai! :) mi ha precettata per preparare qualcosa per "Le voci degli altri " (del Calendario del Cibo Italiano) quindi, due sono le cose: o accettano la dieta "ipo" e mangeranno due volte al mese qualcosa di strafigo invece che solo una, oppure, se si scopre che "gli altri" sono strafighi e loro dei lagnosi ingrati,  potrebbero doversi cucinare da soli. :D

Il formaggio morbido, ovvero, cream cheese, adoperato nei paesi anglosassoni, ha un buon gusto ed una giusta sapidità che giustificano il suo utilizzo, ma noi possiamo sostituirlo egregiamente con la nostra robiola. Ho cercato infatti di pensare ad ingredienti italiani e di facile reperibilità. Niente gusti esotici questa volta. A voi la scelta. Per non lasciare solo lo straniero cream cheese, l'ho accoppiato con un po' del nostro mascarpone. Comunque, ho pensato che questi apricena dovevano essere facili da fare, senza preparazioni pre-assemblaggio e allo stesso tempo utilizzando ingredienti semplici, e il più possibile freschi.

Ed ecco a voi ben tre rolls. Il numero perfetto per fare un gran casino in cucina. E scusate le foto scurette, fatte di sera e senza attrezzatura da laboratorio fotografico.

Roll con pesce spada e provola affumicati, crema di formaggio e finocchietto selvatico.
Roll vegetariano di peperoni giallo e rosso, zucchina, basilico e spinacini.
Roll di tacchino, melanzana e menta.


Ingredienti per tre roll con diverse farciture
200 g di creem cheese oppure robiola
3 cucchiai di mascarpone





Roll con pesce spada e provola affumicati crema di formaggio e finocchietto selvatico

1 piadina grande
1/3 del formaggio morbido già mischiato con 2 cucchiai di mascarpone
5 fette di provola affumicata
5 fette di pesce spada affumicato
ciuffetti di finocchietto selvatico

Passare la piadina al microonde per ammorbidirla e non farla rompere nell'avvolgerla. Appena tiepida, posizionarla su un foglio di pellicola trasparente lungo circa 60 cm e spalmarla  con il mix di formaggio tenuto a temperatura ambiente al quale avrete aggiunto pezzettini piccoli di finocchietto selvatico.
Ricoprire con provola e pesce spada in questo ordine lasciando liberi tre o quattro  cm del bordo in alto dove ci deve essere solo del formaggio morbido che aiuterà a tener chiuso il roll, poi mettere in fila vari rametti di finocchietto selvatico a circa metà della piadina. Arrotolare con delicatezza aiutandosi con la pellicola, poi avvolgere in essa il rotolo e girare bene i bordi della pellicola per sigillare il rotolo stesso. Mettere in freezer per mezz'ora, poi in frigo. Tagliare poco prima di servire e posizionare su dischi di pane semintegrale della stessa misura ottenuti con un tagliabiscotti.





Roll vegetariano di peperoni, zucchina basilico e spinacino

1 piadina grande
1/3 del formaggio morbido già mischiato con 2 cucchiai di mascarpone
1 o 2 coste di peperone rosso tagliato sottilissimo
1 o 2 coste di peperone giallo tagliato sottilissimo
mezza zucchina tagliata sottilissima
foglie di spinacino
foglie di basilico

Passare la piadina al microonde per ammorbidirla e non farla rompere nell'avvolgerla. Appena tiepida, posizionarla su un foglio di pellicola trasparente lungo circa 60 cm e spalmarla  con il mix di formaggio tenuto a temperatura ambiente.
Dopo aver tagliato le verdure, specialmente i peperoni, avvolgerli in carta per alimenti e asciugarli bene. Cambiare la carta fin quando rimanga completamente asciutta.
Ricoprire con gli ingredienti nell'ordine qui sopra riportato lasciando liberi tre o quattro  cm del bordo in alto dove ci deve essere solo del formaggio morbido che aiuterà a tener chiuso il roll.
Arrotolare con delicatezza aiutandosi con la pellicola, poi avvolgere in essa il rotolo e girare bene i bordi della pellicola per sigillare il rotolo stesso. Mettere in freezer per mezz'ora, poi in frigo. Tagliare poco prima di servire e posizionare su dischi di pane ai 5 cereali della stessa misura ottenuti con un tagliabiscotti.




Roll di tacchino, melanzana e menta.

1 piadina grande
1/3 del formaggio morbido già mischiato con 2 cucchiai di mascarpone
5 fette di melanzane grigliate sottilissime
5 fette di tacchino sottilissime
8  foglie di menta
Passare la piadina al microonde per ammorbidirla e non farla rompere nell'avvolgerla. Appena tiepida, posizionarla su un foglio di pellicola trasparente lungo circa 60 cm e spalmarla  con il mix di formaggio tenuto a temperatura ambiente.
Ricoprire con gli ingredienti nell'ordine qui sopra riportato lasciando liberi tre o quattro  cm del bordo in alto dove ci deve essere solo del formaggio morbido che aiuterà a tener chiuso il roll.
Arrotolare con delicatezza aiutandosi con la pellicola, poi avvolgere in essa il rotolo e girare bene i bordi della pellicola per sigillare il rotolo stesso. Mettere in freezer per mezz'ora, poi in frigo. Tagliare poco prima di servire e posizionare su dischi di pane ai  di grano duro della stessa misura ottenuti con un tagliabiscotti.




Wednesday, 26 April 2017

Il sartù di riso con ragù di pomodoro



fetta con ben-di-dio  :D




fetta fetta fetta



con ragù


Devo confessare che la terrina di maiale con pistacchi del mese scorso ha avuto gran successo ed è stata riproposta a Pasquetta.  Veloce da fare ed ormai collaudata (leggi: ce la posso fare), devo provare qualche nuova versione, ma insomma è un piatto veloce e di effetto.

Arriviamo al Sartù di questo mese. e meno male che mi sono lasciata lunedì 24 martedì 25 e Alessandra ci ha anche spostato la data di consegna di ben 24 ore, perché mentre Marco è andato alla marcia da Piazza Caduti della Montagnola fino a Piramide,  io sono stata in piedi altrettante ore a preparare il sartù. Di effetto sì, veloce no :D.

Ci siamo divisi i compiti eheh


Marco:







Rosy
intero

A parte le battute, ringrazio Marina del blog Mademoiselle Marina per averci proposto questo piatto strepitoso, della tradizione napoletana. per la sfida MTC di questo mese.
Era un altro piatto che seppur conosciuto non avevo mai preparato. Per questa ragione, come di solito se non ho mai preparato il piatto, ho scelto di replicare la ricetta proposta. Mi piace la prima volta che imparo a fare un piatto, utilizzare la ricetta base o tradizionale, sapendo che le sperimentazioni nel gruppo non mancheranno mai. Il fatto che la ricetta fosse poi di Iaccarino, mi tentava alquanto.

soprasotto :D


Per le donne impegnate e/o in carriera :D nonostante la mia premessa, apparentemente contraria, anche questo piatto è fattibilissimo. Bisogna preparare tutto il giorno prima e assemblare e cuocere il sartù il giorno successivo. Volendo si può cuocere il solo riso il secondo giorno. Se il pranzo è di sera, poi, ancora meglio :D :D :D

La primissima cosa che mi è venuta in mente, pensando al sartù è stata una visione della cucina di corte con Chef e aiutanti. Allora sì che c'era la servitù!
Ma un'altra immagine che è venuta in mente quando ho letto che ci saremmo "sfidati" sul sartù è ben descritta proprio dalle parole di Marina: alla quale aggiungerei solo il termine "elegante".

"Penso che nella cucina italiana non esiste un piatto così elegante come il Sartù napoletano ma nello stesso tempo lo trovo umile e per nulla presuntuoso. Perciò me ne sono innamorata  perché nell’immaginario di una non italiana (e io, nonostante la carriera italica di quasi 27 anni, sono pur sempre una barbara) rappresenta l’essenza di quel  sano piacere di stare insieme di una volta quando di domenica si apparecchiava la tavola con la tovaglia ricamata dalla nonna  e di quel sincero affetto detto non a parole ma a gesti, fossero anche quelli delle mani che preparano le minuscole polpettine mentre il sugo cuoce lentamente e riempie l’aria di serenità."

Ed ora parliamo delle piccole modifiche e delle eventuali defaillance.
Niente fegatini di pollo per noi perchè al Grancapo non piacciono, il macellaio non li aveva e la ricerca è finita lì. Ma, siccome l'ottimo reparto macelleria del nostro supermercato è vicino alle uova, e il Grancapo ha notato le uova di quaglia e me lo ha detto, io prima che potesse reagire (di solito si impegna sempre per dissuadermi dall'acquistarle), zac, le ho messe nel carrello e non ho badato ai rimbrotti: "non ci stanno bene" contro "guarda che altrimenti ti becchi i fegatelli, che mo' vedo dove trovarli, eheh". Ma poi, "non ci stanno bene" che commento da chef è mai questo? Secondo me se le uova le mettono nella pasta al forno vuoi che, se vado a fare una ricerca, non le trovo nel sartù? E se stanno bene nella pasta ripiena perchè nel sartù no? :D


farcitura in corso
due polpettine e un ovetto si vedono al centro


Per il resto, a parte l'aglio che non ho messo fresco ma in polvere, perché contenuto nel preparato per arrosti che da qualche mese ho sostituito al sale per ogni condimento.

P.S. la sfida non mi ha colto di sorpresa in quanto a stampo da sartù. Noi maniache collezioniste di caccavelle, raramente dobbiamo correre ai ripari. ihih. Il mio era soltanto più piccolo di 2 cm, ma era già in casa :D :D :D Non sapevo fosse per il sartù, ma c'era. Ecco! :D :D :D (l'avevo comprato per la pizza di pasqua al formaggio). ma che dico il mio! Ne ho tre. Compro sempre tenendo presente il numero perfetto :D

lo stampo ed il riso già cotto


IL SARTÙ DI RISO CON RAGÙ DI POMODORO

Per 6 persone

Per il riso

600 g di riso Carnaroli
1 grande mestolo di ragù di pomodoro
6 uova
70 g di parmigiano grattugiato
Pangrattato q.b.
Burro per ungere lo stampo


Per il ragù di pomodoro

300 g di costine di maiale
300 g di salsiccia fresca
300 g di ritagli di vitello
(i pezzetti di carne che i macellai eliminano quando preparano un pezzo di carne da arrosto per esempio)
2 cipolle medie
2 l di buona passata di pomodoro
1 bicchiere di vino rosso
Olio extravergine d’oliva
Sale
Qualche foglia di basilico


il ragù


Per le polpettine

150 g di carne di maiale macinata
1 fetta di pane vecchio
Latte
1 tuorlo d’uovo
Prezzemolo tritato
½ spicchio d’aglio (io condimento per arrosti in polvere)
Farina
Sale, pepe
Olio extravergine d’oliva




Per il ripieno

300 g di piselli freschi sgranati
1 cipollotto
20 g di funghi porcini secchi
1 spicchio d’aglio (io condimento per arrosti in polvere)
60 g di fegatini di pollo (io 12 uova di quaglia)
1 bicchierino di brandy (io no)
200 g di fiordilatte
Olio extravergine d’oliva

funghi porcini e piselli

uova di quaglia


Versate un  paio di cucchiai di olio extravergine d’oliva in una pentola e rosolatevi le costine di maiale, la carne di vitello e la salsiccia sbriciolata. Aggiungete la cipolla tagliata grossolanamente, rosolatela e sfumate con il vino. Quando l’alcol è evaporato aggiungete la passata di pomodoro, salate leggermente e fate riprendere il bollore. A questo punto abbassate la fiamma, mettete il coperchio e fate cuocere a fuoco lento ma costante per circa 3 ore. Deve pippiare in poche parole…
Dopo la cottura, profumatelo con le foglie di basilico spezzettato con le mani (il basilico non dovrebbe cuocere).

In una ciotola mettete la carne macinata, il pane imbevuto nel latte e strizzato bene, il prezzemolo e l’aglio tritati finemente, il tuorlo, sale e pepe. Impastate bene e formate tante polpettine non più grandi di una nocciola. Infarinatele e friggetele velocemente in un tegame con l’olio extravergine. Disponetele sul piatto coperto da un foglio di carta da cucina.
Mettete i  funghi secchi in una ciotola con acqua tiepida e lasciateli ammorbidire.
Mettete un paio di cucchiai di olio extravergine d’oliva in un tegame e cuocete i piselli con il cipollotto affettato sottilmente e l’aglio tagliato finemente per 5 minuti. Aggiungete i funghi ammorbiditi,strizzati e tagliati a strisce e insaporire per un paio di minuti. Spegnete la fiamma, salate e pepate.
Fate saltare in un’altra padella con poco olio i fegatini e sfumateli con il brandy. Cuoceteli per qualche minuto. Tagliateli a pezzetti.
Se invece optate per le uova di quaglia, mettetele in acqua fredda e portatele al bollore per tre o quattro minuti, non di più altrimenti diventeranno verdine all'esterno. sbucciatele quando sono ancora tiepide. Se non volete sbucciarle subito mettetele in frigo e al momento di sbucciarle ricopritele di acqua ben calda, magari scaldata in un attimo al microonde.
Tagliate il fiordilatte a cubetti e lasciateli sgocciolare se serve.
In una pentola versate 1,5 l abbondante di acqua e aggiungetevi un mestolo di ragù di pomodoro. Portate a abolizione, salate leggermente e cuocetevi il riso fino a ¾. Mescolate di tanto in tanto e se serve aggiungete altra acqua. Spegnete, mescolate bene e lasciate intiepidire. Condite con un paio di cucchiai di olio e il parmigiano, mescolate e aggiungete uno alla volta 6 uova. Mescolate molto bene.
Volendo, potete incorporare nel riso 1/3 del condimento con i piselli e i funghi ma io non l’ho fatto.
Accendete il  forno a 180°C.
Imburrate accuratamente (leggi: con le mani) uno stampo da sartù largo 20 cm e alto 12 e spolveratelo ancora più accuratamente con il pangrattato.
Coprite il fondo dello stampo con uno strato di riso alto un dito (dipende dal dito mi direte voi…1cm). Ricordatevi di livellare bene con il dorso del cucchiaio. Armatevi di pazienza e se avete bisogno di occhiali metteteli: dovete creare uno strato di riso di  1cm anche sulla parete dello stampo, sempre tamponando con il cucchiaio che, se serve, potete anche bagnare. Arrivate a metà dell’altezza dello stampo. Riempite la cavità con la metà del condimento con i piselli e i funghi, la metà dei fegatini e delle polpettine. Coprite con i dadini di mozzarella e versateci qualche cucchiaiata di ragù di pomodoro. Coprite con un altro strato di riso alto sempre  un dito e rivestite le pareti fino all’orlo. Versate il rimanente condimento, i fegatini, le polpettine, la mozzarella e altro sugo. Coprite con lo strato di riso alto sempre 1 cm. Livellate bene, cospargete di pangrattato e mettete di qua e di là qualche fiocchetto di burro oppure un filino d’olio oppure,meglio ancora, qualche fiocco dello strutto.
Infornate e cuocete per 30-35 minuti. Capirete che è cotto quando si vedrà chiaramente che i bordi si sono staccati dalle pareti.
Lasciate riposare almeno 15-20 minuti, fate un bel respiro e sformate sul piatto da portata.
Servite con il ragù di pomodoro caldo a parte.