Thursday, 15 October 2009

Blog Action Day - 15 Ottobre 2009

da Ervin Lazlo, L'uomo e l'universo Di Rienzo Editore, Roma, 1998


"Il mito di un sistema ecologico aperto e infinito perdurò finché la natura continuò a offrire risorse ancora da sfruttare e spazi abbastanza ampi per i rifiuti, ma alla fine del ventesimo secolo abbiamo raggiunto la soglia in cui questo mito sta per frantumarsi. Infatti, non accendiamo il fuoco solo per cucinare e per riscaldare le nostre case e non gettiamo solo rifiuti domestici nell'ambiente, ma iniettiamo migliaia di composti chimici nella terra, nei fiumi e nel mare, scarichiamo milioni di tonnellate di detriti di fogna e di rifiuti solidi negli oceani, rilasciamo miliardi di tonnellate di CO2 nell'aria e alziamo il livello di radioattività dell'acqua, della terra e dell'atmosfera. Tuuto questo produce effetti chiaramente visibili, in quanto i rifiuti che scarichiamo nell'ambiente non svaniscono più, ma tornano ad appestarci; quelli che buttiamo in mare non si sciolgono in una massa d'acqua infinita, ma ritornano ad avvelenare la vita marina e ad infestare le coste. Anche il fumo che si alza dalle nostre case e dalle fabbriche non si dissolve e non scompare: l'ossido di carbonio rilasciato rimane nell'atmosfera e interferisce con il clima. Il mito di un ambiente infinito è diventato obsoleto"

"Una politica è morale se contribuisce al mantenimento delle condizioni e dei processi umanamente favorevoli nella biosfera"





Nella maggior parte dei casi, noi ancora tentiamo di affrontare le condizioni della società del XXI secolo con  la mentalità e le consuetudini del sistema industriale del XX secolo.
Questo comportamento, però, significa vivere nelle metropoli [di oggi] con l'organizzazione dei villaggi feudali: è inappropriato e assolutamente pericoloso per la vulnerabilità delle nostre strutture sociali ed ecologiche. Il pericolo riguarda tutti...la lentezza delle percezioni e delle abitudini di un segmento di società è una minaccia per tutti.
Il compito che dobbiamo affrontare è dunque quello di far evolvere i modi di vivere e di agire in modo che siano più adeguati all'epoca dell'informazione globale in cui ci stiamo proiettando.

D'altra parte, è evidente che nessun sistema finito può tollerare una crescita infinita, perciò non possiamo aspettarci che il nostro pianeta - finito, con il suo spazio finito e le sue risorse finite - riesca a sopportare un carico posto dall'uomo infinitamente crescente.

Eppure molti pensano che questi limiti siano astratti, che non esistano limiti assoluti alla crescita socio-economica, oppure che essi rimangano abbastanza lontani nel futuro e perciò non ci riguardino.


Appunti su una nuova visione per le imprese e per i governi


...Se dobbiamo affrontare le sfide del nostro tempo, una nuova visione che guidi le azioni e i comportamenti degli individui è fondamentale, ma in sé non è sufficiente, in quanto deve guidare anche il comportamento di interi gruppi sociali e delle istituzioni pubbliche. Penso che l'evoluzione delle cultura economica sia d'importanza fondamentale.

...Al termine [del ventesimo secolo], le ultime tracce della classica cultura d'impresa dell'età industriale dovranno essere eliminate. Non sarà più sufficiente concentrarsi sulle operazioni interne dell'azienda;











Tuesday, 13 October 2009

Halloween - La Torta Ragnatela

Ci prepariamo per Halloween. Ecco la prima idea "vintage" ma sempre divertente presa sul web e che ho utilizzato lo scorso Halloween.
La torta è una Brasiliana all'arancia con la ricetta che ci passiamo sul forum. La ragnatela l'ho fatta con del cioccolato bianco temperato. Come se non bastasse l'ho farcita con marmellata di arance lavorata con un po' di brandy.
Niente ricetta per il ragno, portroppo. E' vero. :)





BRASILIANA ALL’ARANCIA  di Ramona P.


Frullare nel robot:
una bella arancia con la buccia (levare eventuali semi),
150 ml. di olio di semi ( arachidi o di riso),
4 uova intere,
200 g. di zucchero (bianco o di canna),
250 g. di farina con lievito.

Porre in teglia da 26/28 cm di diametro e infornare a forno caldo 180° C per 40/45 minuti circa  finché  Quando è pronta assume un bel colorito.

Mentre la torta cuoce preparare lo sciroppo d’arancia. Porre sul fuoco 200 ml. di succo d’arancia con 150 anche 200 g. di zucchero, dipende dal gusto vostro, portare ad ebollizione e ottenere lo sciroppo che verserete ancora caldo direttamente sulla torta calda appena sfornata, e precedentemente bucherellata in modo simmetrico con uno spiedino per irrorare bene anche l'interno della torta.

Wednesday, 7 October 2009

Un sito per aiutare l'Abruzzo - acquistiamo prodotti tipici abruzzesi

Ieri su Striscia la Notizia ho visto un servizio che riguardava la ripresa ripresa dell'economia in Abruzzo. O meglio, come aiutare la ripresa economica abruzzese dopo il terremoto.

Durante il servizio è stato spiegato che è diminuita la richiesta locale di prodotti, poichè le popolazioni colpite mangiano alla mensa della Protezione Civile.

Occorre, quindi, per aiutare i produttori che vi siano ordinativi da fuori regione.  E' stato aperto un sito che permette di acquistare on-line con questo scopo. Lo slogan è "l'aquila vola a casa tua".

 Leggo che le spese di spedizione sono gratuite e gli ordini devono essere di 25 euro o più.

 Al momento il progetto permette di ordinare dall'Italia ed il  il sito è solo in Italiano. Sarebbe auspicabile che si potesse ordinare anche da altre nazioni. Sono sicura che molti connazionali residenti all'estero e cittadini stranieri sarebbero volentieri di aiuto. Poste Italiane sta lavorando in questa direzione.

 Trovo questa idea di un sito un modo facile ed utile per per essere vicini all'Abruzzo in questo momento e quindi ve ne parlo, in caso la trasmissone non l'abbiate vista.





Direttamente dal sito:

"Nel post-terremoto le piccole aziende stanno vivendo una crisi reale perché il loro principale mercato di riferimento è locale; il mercato locale (turismo e commercio) è praticamente fermo; le forniture per l'assistenza e la ricostruzione favoriscono le grandi imprese, per lo più esterne; l'attività universitaria è in crisi; l'artigianato artistico e l'enogastronomia soffrono in modo particolare.

Un aiuto diretto alle piccole imprese, sopratutto di artigianato artistico ed enogastronomico, con benefici immediati e prospettive concrete è un atto di grande importanza e di sicuro effetto."




Monday, 5 October 2009

Torta allo yogurt e latte di mandorle

Tra sabato 3 e Domenica 4  Daniela C. ha aggiunto sul nostro forum CI dei thread consolatori per noi che non siano andati al raduno a Bordighera e ho trovato l'idea veramente dolce. Io domenica mattina mi sono consolata facendo questa torta.

L'idea mi è venuta perchè avevo in frigo una confezione di yogurt con latte di mandorle che da qualche giorno mi guardava. Ho modificato la mia ricetta preferita per torte ed ecco il risultato. E' una torta senza pretese, per la prima colazione o per un tè pomeridiano.





TORTA ALLO YOGURT E LATTE DI MANDORLE

teglia 30 cm. di diametro
250 g di burro,
4 uova,
1 tazza e mezza di zucchero,
2 vasetti di yogurt con latte di mandorle ( della yomo),
4 tazze di farina con lievito,
latte fino ad arrivare insieme allo yogurt a 2 tazze.

Lavorare il burro con le uova, aggiungere lo zucchero e lavorare ancora fin quando il composto diventa chiaro. Usare un contenitore graduato nel quale versare lo yogurt e aggiungere latte fino ad arrivare a 2 tazze yogurt compreso. Alternare latte e farina già setacciata per evitare che si formino grumi . Imburrare i lati di una teglia di circa 30 cm, ricoprire la base con un disco di carta forno imburrato. Versare l'impasto e infornare a 180°. Cuocere per circa 60 minuti. Controllare con uno stecchino che il centro della torta sia cotto, spegnere il forno e lasciare socchiuso per una decina di minuti prima di togliere la torta. Dopo altri 10-15 minuti togliere il dolce dalla teglia e porre su una griglia per torte ad asciugare.


Per guarnire:
Stemperare un cucchiaino abbondante di miele (ho usato quello di acacia) con uno di acqua, scaldare e passare il miele sulla superficie della torta. Scaldare ora altrettanto miele e acqua e a fuoco spento aggiungere una bella manciata di mandorle affettate, ripassarle bene nel miele e poi spargerle sulla torta.




Per chi non ha presente la confezione dello yogurt



Se la Yomo volesse sponsorizzare questo blog, ora non mi offenderei :)

Thursday, 1 October 2009

Tortino di riso ai gamberi con mollica tostata e salsa al nero di seppia

E finalmente!!!!! l'ho fatto il "Tortino di riso ai gamberi con mollica tostata e salsa al nero di seppia" proposto da Ale di Menù Turistico nella sua rubrica "Chi la fa? Lo aspetto!".

Ale ha detto:"stavolta, le considerazioni le lascio a voi". Le mie sono: il tortino mi è piaciuto molto, l'ho trovato delicato e bilanciato nei sapori, il riso era perfetto e cremoso al punto giusto, la salsa al nero di seppia ci stava benissimo.

A mio avviso si presta anche per essere preparato con un leggero anticipo e poi passato in forno all'ultimo minuto. Si può quindi tenere presente quando si hanno ospiti e non si vuole finire di cucinare all'ultimo minuto.
In tal caso lascere un po' indietro la cottura del riso e da parte un po' di salsina del risotto da aggiungere nelle formine prima di infornare. Che ne dite?





TORTINO DI RISO AI GAMBERI CON MOLLICA TOSTATA E SALSA AL NERO DI SEPPIA
Ricetta di Massimo Riccioli, ristorante La Rosetta (Roma) da Menù Turistico

per 4 persone

280 g. di riso carnaroli,
800 g. di gamberi rossi,
3 spicchi d'aglio,
2 dl di brodo vegetale,
2 cucchiai di cognac,
1 mestolo di fondo di gamberi rossi,
50 g. di mollica di pane,
2 filetti di acciughe sotto sale,
1 noce di burro,
1 dl di olio extravergine di oliva,
sale e pepe.

per la salsa:
2 sacche di nero di seppia,
1 cucchiaio di salsa di pomodoro,
1 mestolo di fumetto di gamberi rossi,
1/2 cucchiaino di miele,
1 noce di burro,
4 foglie di basilico,
 sale e pepe.


Sgusciate e pulite i gamberi, tenendone 4 con la testa per la guarnizione. Utilizzate le carcasse per preparare il fondo e tritate le code. Tostate il riso con un filo di olio in padella. In una casseruola, scaldate due cucchiai di olio, insaporiti con due spicchi d'aglio leggermente schiacciati. Rosolate il trito di gamberi, salate, poi sfumate con il Cognac. Togliete l'aglio, unite il riso e proseguite la cottura, versando prima il fondo e poi il brodo vegetale, fino a portare il risotto quasi a cottura. Salate, se necessario, e pepate.
Imburrate 4 stampini e riempiteli con il risotto. Terminate la cottrua in forno a 120-130 gradi, per circa 5 minuti.
Dislicate e sciacquate le acciughe, riducetele in poltiglia, poi dissolvetele nell'olio, con lo spicchio d'aglio rimasto, finemente tritato. Scaldate l'olio in una padella e tostate la mollica di pane sbriciolata. Mescolate il fondo di gamberi e il brodo vegetale in parti uguali, e versatene un mestolino in una casseruola, nella quale avrete sciolto una noce di burro.
Unite il miele, il basilico tritato e il nero di seppia, diluito in un cucchiaio di salsa di pomodoro. Fate ridurre, fino ad ottenere una salsa abbastanza densa.
Velate i piatti con la salsa, sformate il tortino di riso al centro, guarnitelo con i gamberi interi e spolveratelo con la mollica di pane tostata. Completate con un filo di olio.