Sunday, 31 May 2009

Rosso Ferrari


Ieri un nostro caro amico si è sposato.
Io e la sposa abbiamo scherzato sul fatto che ben quattro cose erano in tinta capelli, bouquet, bomboniere e nuovo cognome.

La giornata non poteva essere migliore. Dopo giorni e giorni di gran caldo finalmente ieri mattina faceva quasi freschetto. Ci siamo trovati tutti prima a Villa Lais per la cerimonia e poi per il ricevimento alla Casa del Jazz. Per chi di voi non è di Roma, vi dico che miglior location non si poteva scegliere. Una villa immersa nel verde a ridosso delle mura Aureliane, poco prima delle Terme di Caracalla. Pieno centro storico.



Belli gli sposi. Soprattutto felici. E noi con loro.

IL MENU?

Dopo gli antipasti al buffet
Risotto al basilico, limone e fritturina di paranza
Amatriciana di mare
Trancio di spigola al vino aromatico con ragù di scampi
Maialino fondente, mele e albicocche con purè di patate al rosmarino e misticanza
Buffet con dolci e frutta
Torta millefoglie ai frutti di bosco
P.S. Ho dimenticato la macchina fotografica a casa :(



Saturday, 30 May 2009

Come le cilieg(i)e, un premio tira l'altro...considerazioni sulla rete




Da neo-blogger ricevo due premi da Ornella di Ammodomio.

Questo è il primo.



L'altro è il Lemonade Award al quale dedico un post separato.

Ringrazio Ornella qui per aver pensato a me. Lo sento come un forte incoraggiamento per l'impresa in cui ci siamo lanciate tutte e due più o meno nello stesso periodo. Ornella dice "senza paracadute". La battuta ci sta bene, ci ha fatto sorridere e rende l'idea molto bene. Poi, però, pensandoci mi sono detta: no, il paracadute ce lo abbiamo. A volte ho delle difficoltà da superare e il Condominio non ci fa sentire senza paracadute. Anzi! Ci sono molte persone simpatiche e generose che dedicano un po' del loro tempo a rispondere ai quesiti proposti.Trascrivono ricette, danno spiegazioni dettagliate, ti aiutano a distanza in tanti modi, se non ti vedono scrivere sul forum per un po' ti contattano per dirti:tutto bene?
Lo so che è una comunità virtuale, ma so anche che dai primi incontri virtuali poi sono nate anche delle amicizie in "carne ed ossa". E' un virtuale la cui accezione non è negativa. Ci sono persone vere, se anche si presentano con un nickname per tutelare la privacy, dietro non c'è niente di poco chiaro.
Questa esperienza per me è stata positiva. Non sostitutiva dei rapporti umani che ho con i miei vicini di casa, parenti, amici e colleghi. Una grande positiva marcia in più.
Un modo di usare la rete per andare oltre le mura della propria casa, che specialmente nelle grandi città a volte rende i rapporti interpersonali difficili da coltivare.
Io sono fortunata perchè vivo in un quartiere con tanto verde, quando esco incontro facilmente i miei vicini. Come tutti coloro che hanno un cane in casa, con la scusa del cane ho fatto amicizia con mezzo quartiere. Ma non per tutti è così e un hobby in comune e i nuovi potenti mezzi della tecnica possono essere un utile "starter" per nuove amicizie.
Non per altro la rete si chiama rete, no?Adesso mi impegno per assolvere al difficilissimo compito di passare il premio.


Se ripassate di qui prima o poi (avete visto chi adopera il paracadute) troverete gli aggiornamenti. Sicuramente "prima poi che prima". Con me queste catene di sant'antonio si spezzano.
Ecco è deciso: questo premio lo passo a Paoletta

Monday, 25 May 2009

Tiramisu alle Fragole di Rosy


Per Stefania C. e non solo

TIRAMISU ALLE FRAGOLE
un pacco di savoiardi,
3 uova,
125 g. di zucchero,
500 g. di mascarpone,
2 cucchiai di brandy,
4 tazzine di alchermes,
2 tazzine di acqua,
mezzo chilo di fragole.

Preparare l’alchermes che io diluisco un po’ con l’acqua nelle quantità indicata. Bagnare i savoiardi e foderare il fondo di una teglia di circa 18 x 30 cm. I biscotti si coloreranno di un bel rosso che richiamerà quello delle fragole.
Montare i tuorli con lo zucchero. Lavorare delicatamente il mascarpone con un cucchiaio di legno per un attimo per renderlo più soffice . Sempre lavorando delicatamente iniziare ad amalgamare al mascarpone la crema d’uovo. Aromatizzare con 2 cucchiai di brandy. – questo toglie o smorza il sapore dell’uovo. Mettere in frigo e montare a neve fermissima i bianchi d’uovo. Quando i bianchi sono pronti incorporarli, sempre delicatamente – no di più J- alla crema già pronta. Coprire il primo strato di savoiardi con poco meno di metà della crema, rapidamente bagnare con l’archermes i restanti savoiardi necessari e fare il secondo strato, coprire con la crema rimasta e decorare la superficie del dolce con fragole tagliare a metà.



DSCN1730_ tiramisu alle fragole _aprile2013 
Una nuova teglia


Ciabatta di pane integrale alle noci e chiacchiere sulla farina integrale


Questa volta ho trovato alla Metro la farina integrale del Molino Chiavazza. Sul pacchetto (che è da mezzo chilo) c'è l'avvertenza:"contiene una significativa porzione di crusca". In effetti è vero. Recentemente ho provato tre tipi di farina diversi. La farina integrale Lo Conte - più facilmente reperibile - ma che di integrale ha poco (è quasi bianca) e costicchia; la farina integrale del Molino Ferrari che mi era piaciuta molto: veramente intergrale, profumata, a giusto costo, in confezione da un chilo e quella sopra descritta che pure non mi è dispiaciuta.

Per fare qualcosa di diverso (visto che con il LM sono abbonata sempre alla stessa ricetta) ho modellato la pagnotta a forma di ciabatta.

Gnocchi con crema di piselli, pancetta e scaglie di parmigiano



In tarda mattinata non avevo ancora deciso cosa preparare per pranzo. L'unica cosa che avevo pronta erano i piselli che avevo comprato freschi al mercato ieri e cotto oggi dopo colazione. Ho smucinato un po' nel frigo e con gli ingredienti che avevo è uscito fuori questo primo.

GNOCCHI CON CREMA DI PISELLI, PANCETTA E SCAGLIE DI PARMIGIANO

Ingredienti per due mangioni (piatto unico)

500 g. di gnocchi,
400 g. di piselli sgranati,
1 cipolla fresca (grande),
pepe,
3 cucchiai di panna acida*,
3 cucchiai di parmigiano,
100 g. di pancetta dolce a cubetti,
sale,
scaglie di parmigiano per guarnire.

Far bollire i piselli per circa un quarto d'ora insieme alla cipolla tagliata a fettine. Salare solo verso fine cottura ( il colore delle verdure rimarrà brillante - così mi avevano insegnato a scuola in Australia). Frullarne circa tre quarti con 3 o 4 mestolini di acqua di cottura e lasciare interi gli altri. Condire la crema così ottenuta con il pepe, la panna acida, il parmigiano, la pancetta precedentemente soffritta e i piselli avanzati. Impiattare e guarnire con qualche scaglia di parmigiano.

* chi non trova la panna acida confezionata può fare un suo succedaneo in casa con
200 g. di panna fresca,
2 o 3 cucchiai di yogurt bianco intero,
2 cucchiaini di succo di limone.
girare bene per far amalgamare gli ingredienti e lasciare fuori dal frigo per 24 ore.

Friday, 22 May 2009

Lemon Cheesecake






Questa è una torta che spesso facevo quando abitavo a Sydney.


La guarnizione con le fragole è un must. E' ora che è tempo di fragole e di trovano i limoni non trattati di Amalfi o Sorrento (o meglio ancora del giardino di casa) bisogna approfittarne.



LEMON CHEESECAKE

Ingredienti:
250 g. (2 tazze) di biscotti tipo Oro Saiwa,
125 g. di burro fuso,
3 uova leggermente sbattute,
125 g. (mezza tazza) di zucchero,
750 g. di formaggio fresco tipo Philadelphia,
3 cucchiaini di buccia grattugiata di limone,
60 ml. (un quarto di tazza) di succo di limone.

Imburrare uno stampo apribile di circa 20 cm. di diametro. Passare al mixer i biscotti senza eccedere nel frammentarli e unirli al burro in una ciotola. Foderare lo stampo aiutandosi con un bicchiere o barattolino per stendere i biscotti sbriciolati sul fondo e sui bordi. Tenere in frigo per minimo 1 ora.
Lavorare uova e zucchero con una frusta fino ad ottenere una crema chiara e densa. Aggiungere il formaggio, la buccia e il succo del limone e lavorare ancora. La crema deve essere bella liscia.
Versare nello stampo e cuocere in forno preriscaldato a 160°C - 170°C per circa un ora (ogni forno ha i suoi tempi!!!!). Lasciare raffreddare nel forno con lo sportello socchiuso, quando è completamente fredda coprire e mettere in frigo per parecchie ore o anche per tutta una notte. Decorare con ciuffi di panna e fragole intere o a fettine.



Monday, 18 May 2009

Un detto tira l'altro: Chi dorme non piglia pesci

L'altro giorno Ornella ha aperto un thread per raccogliere tutti i detti nei quali è menzionato il cibo. Tra parentesi, cosa faremmo senza Ornella non lo so. E' un vulcano di idee.
Stefania C. ha scritto "chi dorme non piglia pesci". A chi non è capitato di sentirsi dire: "su, su alzati, chi dorme non piglia pesci" e a me è venuto in mente un passo di Achille Campanile che avevo letto tanto tempo fa riguardo a chi sostiene che non bisogna dormire troppo. Ve lo riporto. Campanile mi fa strippare!!!

Lo zio Alessandro
Mio zio vorrebbe che m'alzassi presto la mattina, per godere lo spettacolo della natura. Benedetto uomo. Gli dico: "Guardalo tu e riferiscimi". Ma non ci sente da questo orecchio e insiste. L'umanità si divide in due categorie: quelli che s'alzan tardi e quelli che s'alzan presto. I primi se ne stanno tranquilli e buoni. Gli altri, invece, sostengono a spada tratta la necessità per tutti d'alzarsi presto. Biasimano quelli che non lo fanno e cercano di crear proseliti e ingrossar la loro falange. Disgraziati. Potrebbero esser soli nelle prime ore e, profittando dell'assenza dei poltroni, spadroneggiar nel mondo. Invece no. Voglion che tutti, ai primi chiccirichì di quelle insopportabili bestie che sono i galli, balzino dal letto. Ma perchè? Chi li prega di prendersi tanta pena? Sosteniamo forse, noi che ci alziamo tardi, la necessità che tutti s'alzino tardi? C'è qualcuno di noi che ambisca d'avere imitatori e seguaci? Nemmen per sogno. Chi s'alza tardi si contenterebbe anche d'esser l'unico nel mondo a farlo. Purchè lo lascino dormire, non cerca di imporre teorie. Al contrario, mio zio mi riempie la testa con le sue: "Devi mutar vita, Serenello, ti rovini ad alzarti a quest'ora. Lèvati la mattina presto. Fa' una bella passeggiata".
Coi figli ci ha rinunziato, quanto a me, vorrebbe assolutamente salvarmi dai pericoli e danni dell'alzarsi tardi. Ma perchè se non voglio esser salvato? Pretendo io di salvarlo dai pericoli dell'alzarsi presto? E allora mi lasci dormire.

dal romanzo "In campagna è un'altra cosa".



Non so se era sempre Campanile che argomentava che una persona ben riposata ha più chance di "pigliare" pesci perchè è in possesso di una maggior capacità di concentrazione, comunque, chiunque fosse che lo diceva, non posso che concordare.


Campanile non aveva molta pietà per i galli . Ho trovato questo:

"Se sono mattiniero? - fece - Ah ah! Lei deve sapere che io, al primo chicchirichì del gallo, balzo dal letto, corro a spalancare la finestra, getto una scarpa contro l'insopportabile bestia, richiudo la finestra e mi rimetto a dormire."

Sunday, 17 May 2009

Il coniglio alla ligure




Il coniglio alla ligure lo avevo mangiato per la prima volta dalla zia Lidia. Così poi ho cercato la ricetta e l'ho rifatto a casa. Per un periodo l'ho fatto più volte, e mi ricordo anche di averlo cucinato per una cena con la mia amica Catherine che ora vive in Belgio.

Quando Marcowebmaster ha iniziato la sua ricerca per le rubrica sulla cucina ligure per jacarandatree mi è venuta la voglia di rifarlo. Sono andata a riprendere il Talismano della felicità - la ricetta ricordavo di averla presa da lì - e con mia meraviglia nel rileggerla non ho trovato menzione del fegato. Eppure mi ricordavo di averlo cucinato così in passato. E allora? Dove avevo preso la ricetta? In effetti anche nelle le ricette di Diana M. e di Maria M. il fegato non c'è. Non mi ricordo proprio se l'avevo trovata su CI o sul web, ma comunque è confermato che alcuni il fegato lo mettono e devo dire che a me così piace.


CONIGLIO ALLA LIGURE
Ingredienti:
per due/tre persone

mezzo coniglio con il fegato!!!,
3-4 cucchiai di olio evo,
una cipolla tritata,
2 spicchi d'aglio,
timo,
rosmarino,
un bicchiere di vino bianco,
2 o 3 cucchiai di acqua o brodo,
4 cucchiai di olive taggiasche,
una manciata abbondante di pinoli.

Mettere il coniglio già tagliato a pezzi, lavato ed asciugato in una tegame, preferibilmente di terracotta. Aggiungere l'olio e farlo rosolare bene insieme agli odori. Togliere il fegato e aggiungere la cipolla, salare e pepare. Mentre la cipolla cuoce, frullare il fegato e aggiungerlo di nuovo nella casseruola. Bagnare con il vino (io di solito invece di aggiungere solo vino in cottura preferisco fare metà acqua e metà vino perchè trovo più delicato il sapore). Cuocere a fuoco lento per circa 45 minuti. Se durante la cottura il sughetto si asciuga troppo aggiungere un paio di cucchiai di acqua o brodo. A fine cottura aggiungere le olive taggiasche e i pinoli. Cuocere un minuto girando bene per condire e far insaporire gli ultimi ingredienti.

Saturday, 16 May 2009

Risotto alla crema di asparagi



L'antefatto

Avevo asparagi a non finire. Al mercato ero arrivata che stavano mettendo via le cassette della vedura. Ho chiesto se erano rimasti degli asparagi. Nessuna risposta. Dopo vari tentativi con simile esito ho finalmente ottenuto una risposta positiva. Quando sono arrivata a casa invece di un mazzo ce ne erano due. Ho pensato: avrò chiesto una volta di troppo.
Pensavo di fare gli asparagi e fragole di Virginia e ho buttato lì una frase al riguardo per vedere che effetto faceva su Marcowebmaster. Non si è scomposto.
Virginia però mi ha consigliato di fare la ricetta con i lamponi ammenochè non avessi sottomano delle fragoline di bosco. Ho optato per i lamponi.

Con i gambi...Risotto!!!!  Ricetta semplice semplice.

RISOTTO ALLA CREMA DI ASPARAGI
Ingredienti per due
2 tazzine e mezza da caffè di riso parboiled,
2-3 cucchiai di olio evo,
una cipolla tritata,
600 ml. di brodo,
un mazzetto di gambi di asparagi ,
sale,
una noce di burro,
pepe bianco.

Per prima cosa preparare gli asparagi. Tagliare le parti più tenere a rondelle e cuocerle al vapore per circa 10 minuti. Bollire il resto dei gambi in acqua salata sempre per 10 minuti e poi frullarli fino ad ottenere una crema.

Fare appassire la cipolla con olio e un pizzichino di sale. Aggiungere il riso e farlo tostare. A poco a poco versare il brodo e far cuocere fin quando il riso non si asciuga un po' prima di aggiungerne dell'altro. Quando il riso è cotto aggiungere le rondelle di asparagi e la crema. Mantecare con poco burro, impiattare e pepate.

Thursday, 14 May 2009

E' fiorita Madame Le Coultre




Nascosto fra i cespugli ecco il primo fiore di questa bella Clematis. La pianta è in giardino dall'anno scorso e solo quest'anno, dopo essersi ambientata, ha iniziato ad arrampicarsi sull'albero vicino e sul cespuglio che le accanto.

Pane bianco e pane nero - ebony and ivory



Ieri sera ho cotto due pani diversi in un unica infornata.
Uno era una replica del pane al muesli che ho fatto giorni fa ma con l'aggiunta di ulteriore frutta secca e rigorosamente con farina bianca 0.

L'altro invece è fatto tutto con la farina per pane nero del Mulino Spadoni che è un mix di farine, unica aggiunta due pugni semi di girasole che a me nel pane piacciono tanto.

Ho usato la mia solita ricetta per tutti e due gli impasti, a rischio di essere monotona la riporto sotto per comodità.

Ho notato che la farina per pane nero ha assorbito con più difficoltà l'acqua, l'impasto è rimasto più morbido, oso dire appiccicaticcio. Anche il volume dell'impasto del pane nero è stato diverso. E' cresciuto un po' meno. Ciò nonostante nell'impasto ci sia del lievito madre disidratato.

Forse la differenza non si nota, ma c'è.




PANE NERO

Primo rinfresco
125 g. di L. M.
125 g. di farina 0 ovvero farina Spadoni per pane nero
63 g. di acqua

lievitazione: circa 24 ore in frigo oppure una notte a temperatura ambiente

Secondo rinfresco
impasto ottenuto
125 g. di farina 0 ovvero farina Spadoni per pane nero
63 g. di acqua
lievitazione: circa 24 ore in frigo oppure un’ora e mezza a temperatura ambiente (questo tempo è indicativo)

Impasto
impasto ottenuto
250 g. di farina 0 ovvero farina Spadoni per pane nero
150 g. di acqua
100 g. di muesli ovvero due manciate di semi di sesamo
lievitazione: circa 2 o tre ore in teglia

Dopo aver lavorato un po’ l’impasto dargli una forma tonda, schiacciarlo e iniziare prendendo un bordo a piegarlo fino a toccare il centro, continuare con un altro lembo. In tre volte si avrà un giro completo. Lavorare così per una decina di minuti e poi formare la pagnotta. Metterla a lievitare su una teglia coperta con carta forno spolverata di farina. Tenere sempre umida la pagnotta (con uno spruzzino) e prima di infornare bagnare di nuovo e poi spolverare di farina fatta cadere da un passino.
Cuocere in forno preriscaldato a 230°C per venti minuti, poi abbassare la temperatura a 190°C e cuocere per altri venti minuti.

Tuesday, 12 May 2009

La marmellata di albiccocche e nocciole per Wiggi

Come dico sempre, io in cucina non sono una creatrice. Sono principalmente un'esecutrice. Ma come si fa a non partecipare quando gli amici chiamano? In fondo è un gioco.



Ecco allora cosa metto nel barattolo per partecipare al concorso di Virginia.
E' la mia marmellata preferita. Una sola raccomandazione: vi prego mangiatela così com'è, non cuocetela due volte. Leggasi non fateci la crostata. Le nocciole si offenderebbero.




MARMELLATA DI ALBICOCCHE E NOCCIOLE

Ingredienti:
1 kg. di albicocche tagliate in due e denocciolate,
1 tazza e mezza di acqua,
1 kg. di zucchero di canna,
100 g. di nocciole tostate e tritate,
80 g. di uva sultanina,
3 cucchiai di brandy.

In una pentola larga e bassa mettere a freddo le albicocche con l'acqua, portare al bollore, cuocere per 15 minuti. Spegnere e con una forchetta togliere le bucce che si saranno staccate dai frutti. Aggiungere lo zucchero mescolando delicatamente per farlo sciogliere. Riportare al bollore e cuocere a fuoco basso per altri 15 minuti, senza mescolare, controllando solo di tanto in tanto, così che la marmellata non si attacchi. Dopo i primi 5 minuti aggiungere l'uvetta, dopo altri 5 le nocciole e una volta spento il brandy. Invasare calda in barattoli sterilizzati ancora caldi. Chiudere quando è fredda o creare il sottovuoto dopo aver pulito l'imboccatura dei barattoli con della carta bagnata con il liquore.

Saturday, 2 May 2009

La “bruschetta” con le uova di quaglia al tegamino e prosciutto crudo




BRUSCHETTA CON LE UOVA DI QUAGLIA E PROSCIUTTO

Facile e veloce e di sicuro effetto come antipasto o stuzzichino.
Le ovette si possono cuocere anticipatamente e le fette di pane fresco o bruschettato si possono preparare rapidamente anche un’oretta prima che arrivino gli ospiti. La vedo bene anche per un barbeque.

Vi serve:

pane casareccio,
fette di prosciutto di montagna ben stagionato,
uova di quaglia,
sale,
pepe,
timo per guarnire.